La Sardegna ha raggiunto il suo massimo storico di detenuti negli istituti penitenziari. L'associazione Socialismo Diritti Riforme, tramite la presidente Maria Grazia Caligaris, ha segnalato il 5 settembre 2026 a Cagliari questa situazione critica. I dati ministeriali al 31 agosto indicano 2.451 presenze per 2.583 posti regolamentari, ma l'associazione sottolinea come questi numeri non riflettano la reale disponibilità degli spazi.

La discrepanza è dovuta principalmente a due fattori: le 90 celle già occupate da detenuti in regime 41-bis a Sassari-Bancali e i 300 posti, indicati come liberi, ma non utilizzabili per lavori a Badu ’e Carros.

Caligaris ha anche segnalato che la situazione degli istituti non ha avuto corrispondenti cambiamenti per il personale medico, infermieristico e della sicurezza, e ha indicato un possibile ulteriore incremento legato all’arrivo di detenuti in regime 41-bis a Cagliari-Uta.

Il sovraffollamento a Sassari e Cagliari-Uta

Le criticità maggiori si riscontrano negli istituti di Sassari-Bancali e Cagliari-Uta. A Sassari, si registrano 607 persone ristrette su 458 posti regolamentari, con una percentuale di affollamento del 132,5%. Questa percentuale sale al 152% se si considera anche la presenza dei 90 detenuti in regime di massima sicurezza. A Cagliari-Uta, la percentuale di presenze è del 133,3%, con 748 detenuti per 561 posti regolamentari; con l’aggiunta dei 90 detenuti previsti, la soglia di affollamento supererà abbondantemente il 150%.

I dati, elaborati dall'Ufficio Statistiche del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, evidenziano anche la composizione della popolazione detenuta. I detenuti stranieri sono 773 complessivamente e risultano concentrati soprattutto nelle due principali case circondariali: 201 a Cagliari e 197 a Sassari. Le donne detenute sono 57, un dato mai registrato prima, come segnalato da Caligaris.

Nazionalità dei detenuti stranieri

Tra i detenuti stranieri vengono indicati soprattutto marocchini, tunisini, nigeriani e