Il legale rappresentante di un’azienda agricola situata nell’Oristanese è stato denunciato dai Carabinieri con l’accusa di aver sfruttato in modo illecito due lavoratori extracomunitari impiegati nei campi. La vicenda è venuta alla luce a Oristano il 5 settembre 2026, al culmine di una serie di controlli mirati all'accertamento delle condizioni di impiego dei due operai stranieri, risultati occupati completamente in nero.
Le indagini approfondite sono state condotte congiuntamente dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Oristano, dai militari del Comando provinciale di Oristano e con il supporto essenziale degli assistenti amministrativi dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano.
Durante le verifiche sul campo, sono stati identificati i due lavoratori e sono state riscontrate gravi condizioni riconducibili alla fattispecie di reato prevista dall’articolo 603-bis del codice penale, che disciplina l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
Le gravi contestazioni emerse dai controlli
Tra le violazioni più significative evidenziate dagli investigatori, spicca il fatto che i due lavoratori non avrebbero mai usufruito di un solo giorno di riposo o di ferie, nonostante fossero impiegati nell’azienda agricola da un periodo stimato di circa due anni. Le ispezioni hanno inoltre rivelato la totale assenza del documento di valutazione dei rischi, un obbligo fondamentale previsto dall’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 81 del 2008.
Questa grave lacuna ha portato all'emissione di una specifica prescrizione prevenzionistica, classificata come violazione seria in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il quadro delle contestazioni si è aggravato ulteriormente con la scoperta delle condizioni abitative dei due lavoratori. Essi erano costretti a vivere in una piccola struttura priva di servizi igienici adeguati, in un contesto descritto come degradante e caratterizzato da gravi carenze igienico-sanitarie. Il titolare dell'azienda è stato inoltre deferito all’Autorità giudiziaria per aver impiegato alle proprie dipendenze i due lavoratori stranieri, i quali erano privi del permesso di soggiorno richiesto dalla normativa vigente.
Videosorveglianza non autorizzata e sanzioni
Durante i controlli, è stata altresì accertata la presenza di un impianto di videosorveglianza. Tale sistema, secondo le contestazioni, era potenzialmente idoneo al controllo a distanza dei lavoratori e risultava privo della preventiva autorizzazione da parte dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano, così come di qualsiasi accordo con le organizzazioni sindacali. Questa installazione costituisce una chiara violazione dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, che tutela la dignità e la privacy dei dipendenti.
Oltre alla denuncia, sono state elevate sanzioni penali per un ammontare. L'intervento dei Carabinieri e dell'Ispettorato del Lavoro sottolinea l'impegno delle autorità nel contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e garantire il rispetto delle normative vigenti in materia di lavoro e sicurezza.