Alessandro Di Battista è ripartito da Cuba, facendo ritorno in Italia con un volo diretto. La notizia della sua partenza è stata diffusa a Roma l'11 settembre 2026, segnando la conclusione di un periodo complesso sull'isola caraibica. L'attivista, noto per il suo impegno politico e sociale, si trovava a Cuba per la realizzazione di un reportage quando è stato colto da un improvviso malore. Dopo aver accusato forti e persistenti dolori alla testa, era stato ricoverato d'urgenza e sottoposto a un delicato intervento chirurgico la settimana precedente.
La degenza in un ospedale dell'Avana si è protratta fino all'11 settembre 2026, giorno del suo atteso rientro.
La partenza dall'isola chiude definitivamente la fase del ricovero, iniziata in seguito al malore accusato durante il suo viaggio di lavoro. Nelle ore immediatamente precedenti il volo di ritorno, erano stati meticolosamente effettuati gli ultimi accertamenti medici, ritenuti essenziali per garantire la piena idoneità di Di Battista al lungo viaggio. Il quadro generale, comunicato prima della sua partenza, indicava un clima di cauto ottimismo e speranza all'interno del suo entourage. La famiglia e gli amici più stretti avevano scelto di mantenere uno stretto riserbo sulle sue condizioni di salute, rispettando la sua richiesta di discrezione in un momento così delicato.
Il ricovero e l'intervento d'urgenza all'Avana
Prima di intraprendere il viaggio di ritorno verso l'Italia, Alessandro Di Battista era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva, situato al quinto piano dell'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, una delle principali strutture sanitarie dell'Avana. Il ricovero si era reso indispensabile a causa dei forti dolori alla testa manifestatisi improvvisamente durante la sua permanenza a Cuba. A seguito dell'operazione d'urgenza subita la settimana precedente, le informazioni relative al suo stato di salute erano state diffuse in modo estremamente limitato, in linea con la precisa richiesta di riservatezza avanzata dai suoi familiari e amici.
L'associazione Schierarsi, con la quale Di Battista collabora attivamente, ha voluto esprimere pubblicamente la propria profonda gratitudine al personale sanitario cubano. Un messaggio di ringraziamento, diffuso prima del rientro, ha sottolineato l'impegno e la professionalità di “medici, infermieri e fisioterapisti che in queste ore si stanno prendendo cura di lui prima del rientro in Italia”. Questo gesto di apprezzamento è giunto mentre si attendevano gli esiti delle ultime verifiche mediche, considerate cruciali per autorizzare il suo viaggio di ritorno.
Il rientro in Italia e il supporto durante la degenza
Durante i giorni del suo ricovero all'Avana, Alessandro Di Battista ha potuto contare sul costante sostegno e sulla vicinanza di Sahra Lahouasnia, madre dei suoi due figli, e di Luca Di Giuseppe, suo amico fidato e presidente dell'associazione Schierarsi.
Per il rientro in Italia, era stata precedentemente definita la scelta di un viaggio a bordo di un'aeroambulanza privata. I costi di questo trasporto specializzato sono stati interamente coperti dalla compagnia assicurativa con cui Di Battista aveva stipulato una polizza prima della sua partenza per Cuba, garantendo così un rientro sicuro e assistito. È stato inoltre confermato che Di Battista aveva espressamente declinato l'offerta di un volo sanitario di Stato per il suo ritorno a Roma, optando per la soluzione privata già predisposta.