Il sondagigo recente condotto da Only Numbers per Realpolitik (diffuso su Rete 4), ha analizzato le intenzioni di voto degli italiani aggiornate al 3 novembre 2026, mettendole a confronto con la precedente rilevazione del 22 ottobre.
FdI resta in testa ma perde terreno
Pur mantenendo la leadership con un margine di sette punti e mezzo sulla prima forza di opposizione, Fratelli d'Italia subisce una flessione di due decimi di punto, attestandosi al 27,8%. Pur confermandosi il primo partito italiano il partito di Meloni ha un consenso che negli ultimi tempi appare più oscillante e meno granitico.
All'interno della coalizione di maggioranza si registrano andamenti differenziati: Forza Italia mostra un lieve incremento dello 0,1% salendo al 7,6%, mentre la formazione Futuro Nazionale legata a Roberto Vannacci si conferma stabile al 6,8%. Al contempo, la Lega arretra leggermente dello 0,1% posizionandosi al 6,3%, laddove Noi Moderati fa registrare una crescita di tre decimali fino a toccare l'1,3%.
Crescono i dem e il M5S
In questo sondaggio, sul versante delle minoranze parlamentari, si evidenziano le variazioni più dinamiche. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein mette a segno un progresso dello 0,3%, consolidandosi sopra la soglia del venti per cento a quota 20,3%. Analogamente, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna due decimi e sale all'11,6%.
Si osserva invece un arretramento per Alleanza Verdi e Sinistra, che cede lo 0,3% chiudendo al 6,2%, e per +Europa, in calo della stessa misura all'1,3%. Azione cresce di un decimo posizionandosi al 3,2%, mentre Italia Viva rimane immobile al 2,4%.
Tra i soggetti politici a minore percentuale, Progetto Civico sale all'1,1% con un aumento di due decimi, Sud chiama Nord si conferma allo 0,8% e Più Uno scende allo 0,4% con un calo dello 0,2%, con l'insieme delle altre formazioni minori che raccoglie complessivamente il 2,9%.
L'elemento di maggior rilievo sotto il profilo analitico riguarda tuttavia il dato su astenuti e indecisi. La quota complessiva di cittadini orientati all'astensione scende infatti al 43,0%, segnando una flessione di 1,2 punti percentuali che suggerisce un cauto e progressivo riavvicinamento dell'elettorato alla partecipazione politica.