Il Grand Hotel di Riccione è stato aggiudicato all’asta il 23 settembre 2026 per 29.365.000 euro. L'operazione, svoltasi a Rimini, ha visto due partecipanti rilanciare da una base d'asta di 24.864.000 euro con incrementi di 250.000 euro, fino all'aggiudicazione finale.

L'acquisto diventerà definitivo solo se entro dieci giorni non perverranno offerte migliorative, altrimenti il giudice potrà riaprire la procedura. La struttura, già al centro di una controversia ereditaria e di un'indagine della Guardia di Finanza, era finita sotto sequestro nel luglio 2026, dopo il fallimento dichiarato nel 2023.

Il compendio immobiliare venduto all'asta

La vendita ha riguardato l'intero compendio immobiliare, non solo l'albergo. Nel perimetro rientrano villa Bianca, villa Bruna, la Torre ’900, la piscina, i magazzini, il ristorante, i negozi e gli appartamenti. La base d'asta per l'intero complesso era di 24.864.000 euro, con rilanci minimi di 250.000 euro.

Il Grand Hotel era di proprietà della famiglia Ceschina, poi gestito dal figlioccio della vedova fino al 2023, anno del fallimento. La società Marebello, che gestiva l'albergo dagli inizi degli anni Ottanta, è collegata a questa vicenda fallimentare dell'estate 2023.

Il sequestro e l'inchiesta per bancarotta

Il 28 luglio 2026, la Procura di Rimini ha disposto il sequestro penale della struttura.

L'inchiesta ha portato all'indagine per bancarotta fraudolenta dell'ex amministratore Gianni Andreatta, di alcuni collaboratori e prestanome. La Guardia di Finanza ha contestato l'utilizzo dell'hotel anche quando risultava chiuso, con stanze vendute ai turisti.

La sequenza degli eventi vede il sequestro nel luglio 2026 e il fallimento nel 2023. La vendita all'asta del 23 settembre 2026 si inserisce in questa procedura, con un'aggiudicazione provvisoria subordinata al periodo di dieci giorni per eventuali offerte migliorative del Grand Hotel di Riccione.