L'elicottero "Grifo 69" ha effettuato ieri un altro trasporto di feriti verso gli ospedali di Pescara e L'Aquila, e anche oggi il servizio di elisoccorso del 118 dovrebbe funzionare regolarmente in caso di necessità. Il problema riguarda domani: senza un'intesa raggiunta in tempo, il velivolo Aw169 rischia di restare fermo a terra.
A dover gestire una situazione tanto delicata quanto ingarbugliata sono i vertici dell'Areacom - l'agenzia regionale che si occupa dei grandi appalti - e della Asl di Pescara, incaricata dalla giunta Marsilio con un "provvedimento urgente" datato 11 settembre di chiudere in fretta l'accordo per garantire la continuità del servizio.
Un servizio che, va detto, procede ormai a colpi di proroghe da quattro anni.
Una quarta proroga già scaduta
La vicenda non nasce oggi: si trascina dal 2022 ed è arrivata ora al punto critico. Martedì scorso è scaduta la quarta proroga del contratto per il soccorso in elicottero e, in base alla delibera 593 della giunta regionale, Areacom e Asl Pescara avevano pochissimi giorni per definire un'intesa dal valore di oltre 21 milioni di euro (21.174.953 euro, per l'esattezza) capace di garantire il servizio fino al 2028.
Qualora l'incarico venisse riconfermato alla Avincis Aviation Italia spa, si tratterebbe della quinta proroga consecutiva dal 2022. Le trattative sono in corso - ieri si è tenuto un nuovo confronto diretto - ma il nodo principale sembra essere il valore economico dell'affidamento, condizionato anche dal rincaro dei carburanti, voce che pesa parecchio sui costi dell'elisoccorso.
Non è escluso che la trattativa si allarghi ad altre soluzioni: Areacom e Asl starebbero valutando anche un possibile coinvolgimento dei vigili del fuoco. Il tempo a disposizione, però, è ormai ridottissimo, e l'obiettivo resta evitare che il servizio si blocchi in una regione dove molte zone dell'entroterra sono difficili da raggiungere rapidamente. I vigili del fuoco avrebbero già dato la propria disponibilità a intervenire, ma solo per la base di Pescara; su quella dell'Aquila resterebbe invece la Avincis.
Un appalto che si trascina da un decennio
La storia dell'elisoccorso abruzzese comincia nel 2015, quando la Asl di Pescara bandì una gara per l'intera regione, vinta dalla società Inaer Aviation Italia spa - azienda che nel tempo ha cambiato ragione sociale due volte, diventando prima Babcock Mission Critical Services Italia spa e oggi Avincis Aviation Italia spa.
Il contratto originario, partito il 16 marzo 2017 con una durata di cinque anni, prevedeva la possibilità di prorogarlo per un massimo di quattro anni tramite estensioni biennali, con l'aggiunta di un ulteriore semestre "tecnico" da utilizzare solo in attesa di un nuovo affidamento. Da qui la sequenza di rinvii: dal 16 marzo 2022 al 15 marzo 2024, poi fino al 15 marzo 2026, quindi un'ulteriore proroga di un mese fino al 15 aprile, e infine l'ultimo rinvio fino al 15 settembre scorso. In totale, quattro proroghe che hanno spostato più volte la scadenza del contratto iniziale.
Il bando andato a vuoto
Nel frattempo, un nuovo bando pubblicato dall'Areacom il 6 agosto 2025, con scadenza il 7 ottobre, non ha ricevuto alcuna offerta ed è quindi andato deserto.
Come alternativa, l'agenzia ha avviato a inizio 2026 un'indagine di mercato insieme alle Regioni Calabria e Sicilia, per capire se fosse fattibile un appalto congiunto su scala sovraregionale. Anche questa strada, però, non ha portato a nulla, lasciando la Regione a rincorrere il tempo pur di non interrompere il trasporto dei feriti.
Ventuno milioni sul tavolo, ma forse non bastano più
Venerdì scorso la giunta Marsilio ha dato indicazioni chiare: procedere con un affidamento-ponte che copra gli ultimi tre mesi e mezzo del 2026, l'intero 2027 e anche il 2028. Le cifre previste sono 2,70 milioni di euro per la parte finale di quest'anno, 9,23 milioni per il 2027 e altrettanti per il 2028. Cifre che, alla luce dell'evoluzione della trattativa, potrebbero però non essere più sufficienti.