La Procura di Bologna ha disposto l'estensione della consulenza informatica, già avviata sul cellulare di Abderrahim Fakir, anche a un secondo telefono. Fakir, cittadino tunisino di 42 anni, è deceduto il 19 luglio 2026 nel rione Pilastro a seguito di un intervento di polizia. Il dispositivo aggiuntivo, inizialmente non rintracciato, era in possesso dell'uomo ed è stato consegnato agli uffici della Procura il 29 settembre 2026 dalla persona che lo aveva custodito. L'obiettivo dei magistrati è estrarre dati significativi da questo ulteriore cellulare, sperando di ottenere elementi utili per chiarire le condizioni di salute del 42enne al momento del decesso.

Gli inquirenti erano a conoscenza da tempo dell'esistenza di questo secondo telefono, che Fakir utilizzava per comunicazioni e messaggi, ma le ricerche per individuarlo si erano rivelate infruttuose. La persona che lo deteneva è stata ascoltata dai magistrati subito dopo la consegna del dispositivo. I pubblici ministeri l'avevano già identificata e, circa una settimana prima, le avevano richiesto informazioni sul possesso del cellulare; il telefono è stato poi consegnato agli uffici giudiziari dopo alcuni giorni di attesa.

L'ampliamento della consulenza tecnica

L'esame tecnico, affidato all'ingegnere Giuseppe Ferraro, sarà esteso nei prossimi giorni e tutte le parti interessate verranno tempestivamente avvisate.

Questa estensione coinvolge il secondo cellulare collegabile a Fakir e si aggiunge alla consulenza informatica già in corso sul primo dispositivo. L'obiettivo primario dell'accertamento rimane l'analisi approfondita dei dati presenti nel telefono, con una specifica attenzione alle informazioni che potrebbero chiarire le condizioni dell'uomo.

In relazione alla morte di Fakir, risultano iscritti a modello 45-bis due agenti di polizia e quattro volontari della Croce Rossa. L'indagine prosegue con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Il fascicolo è attualmente gestito dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dai pubblici ministeri Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, sotto il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido.

Il ritrovamento e la consegna del dispositivo

Il secondo telefono è stato individuato e recuperato dopo oltre due mesi dalla scomparsa di Fakir. Il dispositivo era in possesso di un giovane amico del 42enne, il quale è stato accompagnato in Procura dall'avvocata Margherita Gori, collaboratrice dello studio legale dell'avvocato Fabio Anselmo, che presta assistenza alla famiglia di Fakir. Il cellulare è stato quindi formalmente consegnato ai pubblici ministeri per gli accertamenti del caso.