Un uomo di 39 anni è stato denunciato dalla Polizia stradale di Spezia dopo essere stato fermato con un borsone contenente due chili di gioielli. La refurtiva, sottratta a un'anziana tramite la truffa del finto carabiniere, è stata intercettata mentre l'uomo viaggiava in autobus dalla Liguria verso la Campania. L'episodio si inserisce in un contesto di crescente allarme per i raggiri ai danni delle persone più vulnerabili.

L'intervento è scattato a seguito di una segnalazione ricevuta dagli agenti della Polizia stradale dai colleghi della squadra mobile di Genova, che avevano monitorato gli spostamenti del possibile autore della truffa.

Il trentanovenne, una volta fermato, è stato accompagnato presso la caserma di Brugnato per gli accertamenti di rito. Durante le verifiche, l'uomo ha ammesso di essere il materiale esecutore del raggiro, fornendo così un riscontro cruciale alle indagini.

Il valore della refurtiva recuperata

All'interno del borsone, gli agenti hanno rinvenuto una vasta gamma di preziosi, risultati pienamente compatibili con quelli sottratti all'anziana vittima a Genova. La refurtiva includeva pietre preziose, numerosi anelli, bracciali, spille e collane in oro, oltre a svariate monete e un orologio maschile. Il valore complessivo stimato per i beni recuperati ammonta a circa centomila euro, evidenziando l'entità del danno subito dalla vittima.

La truffa del finto carabiniere rappresenta una modalità criminale particolarmente insidiosa, che sfrutta la fiducia e la fragilità delle persone anziane. I malviventi si presentano come appartenenti alle forze dell'ordine, spesso con pretesti legati a presunti incidenti o problemi giudiziari di familiari, inducendo le vittime a consegnare denaro o oggetti di valore per "risolvere" situazioni inesistenti. Nel caso specifico di Genova, il materiale prezioso era in fase di trasferimento, presumibilmente per essere ricettato.

Fenomeno in crescita: casi analoghi in Italia

Il modus operandi riscontrato a Genova non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di episodi simili che stanno interessando diverse aree del territorio nazionale.

Un esempio significativo proviene da Cagliari, dove il 28 aprile 2026 la Polizia ha fermato due giovani, di 25 e 27 anni, entrambi di origine napoletana. Erano sospettati di aver messo in atto estorsioni ai danni di anziani, utilizzando proprio la tecnica del finto carabiniere.

Nelle medesime indagini cagliaritane, una terza persona, residente nel capoluogo sardo, è stata denunciata per ricettazione aggravata. Questo è avvenuto dopo il ritrovamento di circa 1,2 chili di monili in oro in suo possesso, presumibilmente provento di analoghe attività illecite. Le indagini a Cagliari avevano preso il via il 23 aprile 2026, in seguito alla segnalazione di un'anziana che era stata vittima di un tentativo di estorsione.

Gli investigatori sardi hanno ricostruito una serie di episodi avvenuti tra il 22 e il 23 aprile, nei quali diverse persone anziane erano state indotte a consegnare somme di denaro e preziosi. Le vittime erano state minacciate e ingannate con artifici legati a falsi procedimenti penali che avrebbero coinvolto i loro familiari. I due giovani fermati in Sardegna sono stati successivamente trasferiti nel carcere di Uta, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.