Una giovane madre di appena vent'anni, originaria di Cengio, è tragicamente deceduta a Savona il 10 settembre 2026, dopo tre giorni di straziante agonia. La morte è sopraggiunta a seguito dell'assunzione di un mix letale di alcol e droghe. La donna era stata ricoverata all'ospedale San Paolo di Savona in condizioni disperate già tre notti prima del decesso. I medici, dopo aver lottato per salvarle la vita, hanno purtroppo dovuto dichiarare la morte cerebrale. In un gesto di grande altruismo, i familiari hanno autorizzato l'espianto degli organi, offrendo una speranza ad altri.

La ventenne, che svolgeva l'attività di barista, aveva accusato un grave malore mentre si trovava a Laigueglia, dove stava trascorrendo una serata in compagnia del fidanzato. Dopo l'improvviso peggioramento delle sue condizioni, è stata inizialmente ricoverata presso l'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Successivamente, è stata trasferita all'ospedale di Imperia e, infine, al San Paolo di Savona, dove i tentativi disperati del personale medico di salvarla si sono rivelati vani, culminando nella tragica dichiarazione di morte cerebrale.

Le indagini sull'origine dello stupefacente

La procura di Savona ha prontamente aperto un fascicolo d'inchiesta per fare piena luce sulla vicenda. I carabinieri sono stati incaricati di condurre approfonditi accertamenti con l'obiettivo di ricostruire l'intera catena di eventi e, in particolare, di individuare chi abbia fornito lo stupefacente alla giovane.

Un elemento cruciale per le indagini sarà l'autopsia, che dovrà chiarire con precisione quale sia stata la sostanza assunta e il suo ruolo nel decesso. Nelle prime ore del ricovero, il caso era stato immediatamente ricondotto a una grave overdose, caratterizzata da importanti sintomi neurologici e da un quadro clinico estremamente critico.

Gli investigatori stanno concentrando i loro sforzi sull'origine della dose fatale. Tra le ipotesi iniziali prese in considerazione dagli inquirenti vi è quella che la sostanza potesse essere di tipo sintetico o che fosse stata "tagliata" in modo pericoloso, aumentandone esponenzialmente la tossicità. La donna lascia una bimba piccola; la sua identità non è stata divulgata per garantire la massima riservatezza e tutela alla famiglia in questo momento di profondo dolore.

Il fenomeno delle dipendenze nel Savonese

Nel territorio del Savonese, il delicato e complesso tema delle dipendenze è costantemente monitorato e gestito dai servizi territoriali dell'Asl 2. Roberto Carrozzino, direttore del dipartimento di psichiatria dell'azienda sanitaria locale, ha evidenziato come il fenomeno sia strettamente correlato a un consumo di sostanze stupefacenti che rimane purtroppo ampiamente diffuso. Analisi chimiche condotte sulle acque reflue del territorio indicano una media di circa cento dosi di sostanza ogni mille abitanti, fornendo un quadro preoccupante della situazione.

Le sostanze più comunemente reperibili e vendute nel mercato dello spaccio locale sono l'hashish e la marijuana, che mantengono una larga diffusione.

Parallelamente, si registra una preoccupante crescita nell'uso di cocaina e dei suoi derivati, come il crack. L'eroina, sebbene meno visibile rispetto ai picchi di consumo del passato, è descritta come una presenza costante e continua nel tempo. Carrozzino ha sottolineato che l'eroina rimane lo stupefacente più frequentemente collegato al maggior numero di overdose e che l'introduzione del metadone ha rappresentato un fattore significativo, contribuendo a ridurre fino all'ottanta per cento i decessi legati a questa specifica causa.