Un incendio è divampato nella mattinata di oggi, 20 settembre 2026, a Firenze. Il rogo ha interessato un accampamento di fortuna per persone senza fissa dimora, situato sotto la rampa di uscita del viadotto dell’Indiano, in direzione di via Pistoiese. L'allarme è giunto intorno alle 7:50, attivando l'intervento dei vigili del fuoco. Le fiamme, che hanno coinvolto masserizie e materiali accumulati, sono state prontamente spente. Non si sono registrati feriti.
Due squadre dei vigili del fuoco e un'autobotte sono state inviate sul posto per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell'area.
A scopo precauzionale, è stato richiesto anche l'intervento di un equipaggio sanitario, sebbene non vi fosse necessità di cure. La polizia era presente per coordinare le attività. Le cause dell'incendio restano da accertare, con indagini in corso per stabilire l'origine esatta delle fiamme e le circostanze del loro sviluppo.
Dettagli dell'intervento sotto il viadotto
L'intervento si è concentrato in un punto specifico della viabilità cittadina, sotto la rampa di uscita del viadotto dell'Indiano verso via Pistoiese. L'incendio ha interessato materiale accumulato nell'accampamento di fortuna. Le squadre hanno operato con il supporto dell'autobotte, mezzo utilizzato per garantire una riserva d'acqua aggiuntiva, cruciale per le operazioni di spegnimento e la successiva bonifica dell'area.
La presenza del personale sanitario è stata una misura cautelativa, confermando l'assenza di persone coinvolte. La polizia ha seguito l'intervento insieme ai soccorritori. Gli accertamenti sulle cause del rogo mirano a individuare l'origine delle fiamme e le dinamiche che hanno portato allo sviluppo dell'incendio tra le masserizie presenti sotto il viadotto, al fine di chiarire la dinamica dell'accaduto.
Il contesto dell'area del Ponte all'Indiano
L'area del Ponte all'Indiano era già stata oggetto di un'operazione di sgombero il 21 maggio 2026. In quell'occasione, un insediamento abusivo, descritto come una "baraccopoli", era stato rimosso dopo precedenti interventi di pulizia e messa in sicurezza.
I ricoveri di fortuna erano stati realizzati con pezzi di legno, lamiere e altri materiali di recupero.
Alle operazioni di maggio avevano partecipato polizia locale, direzione ambiente, servizi sociali, operatori di Alia, operai e mezzi meccanici. L'intervento aveva avuto come obiettivo la rimozione dei manufatti e la completa pulizia dell'area. Questo precedente sgombero evidenzia una situazione di precarietà e degrado che caratterizza la zona.