Ottantacinque migranti sono giunti all'alba del 20 settembre 2026 nel porto di Pozzallo, in Sicilia, a seguito di un'operazione di soccorso in mare condotta dalla Guardia Costiera. L'intervento è avvenuto a circa 80 miglia dalle coste iblee, dove l'imbarcazione con a bordo i migranti è stata intercettata. Il gruppo era composto da 61 uomini e 24 minori, tutti di sesso maschile, le cui nazionalità di provenienza includono Bangladesh, Eritrea, Egitto e Sudan. Si stima che fossero partiti dalla Libia circa due giorni prima. Dopo lo sbarco, tutti sono stati trasferiti presso l'hotspot di Pozzallo per le procedure di identificazione e le prime fasi di accoglienza.

Le complesse operazioni di salvataggio hanno avuto inizio già nella serata precedente l'arrivo in porto. Intorno alle 22.30, la motovedetta Cp 325 della Guardia Costiera, con base presso la Capitaneria di porto di Pozzallo, ha lasciato gli ormeggi per dirigersi a sud delle coste iblee. L'obiettivo era individuare e raggiungere un'imbarcazione segnalata con a bordo numerosi migranti. I militari hanno localizzato il barchino a circa 80 miglia nautiche dalla costa, procedendo al trasbordo delle 85 persone sulla motovedetta. Successivamente, l'unità navale ha fatto rotta verso Pozzallo, dove lo sbarco è avvenuto nelle prime ore del mattino.

Le fasi di accoglienza e i controlli sanitari al porto

Al momento dell'approdo in banchina, è stato accertato che non vi erano donne tra i migranti.

Immediatamente dopo lo sbarco, tutte le persone sono state sottoposte a un doppio controllo medico approfondito, fondamentale per verificare le loro condizioni di salute. Queste verifiche sono state condotte congiuntamente dall'Usmaf (sanità marittima) e dall'Asp (Azienda sanitaria provinciale), con la partecipazione attiva dei medici Vincenzo Morello e Angelo Gugliotta. Fortunatamente, al termine degli accertamenti, non è stata segnalata alcuna criticità medica significativa. Ad attendere i migranti in banchina era già pienamente operativo un dispositivo di accoglienza coordinato dalla Prefettura di Ragusa, che ha visto la preziosa collaborazione di enti come Fondazione Migrantes e Protezione Civile, garantendo un primo supporto organizzato.

Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha espresso il proprio apprezzamento per la gestione dell'evento, evidenziando l'efficienza e la sinergia tra le istituzioni coinvolte nelle attività di soccorso e nella prima accoglienza. Ammatuna ha infatti dichiarato che «Pozzallo continua a garantire, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, una risposta organizzata nelle operazioni di soccorso e accoglienza». Il primo cittadino ha inoltre voluto rimarcare l'impegno costante e la dedizione della Guardia Costiera, delle forze dell'ordine, del personale sanitario e di tutti gli operatori che, con professionalità, hanno preso parte a queste delicate operazioni.

Identificazione e supporto nell'hotspot

Concluse le prime fasi di accoglienza e i controlli sanitari in porto, tutti i migranti sono stati trasferiti all'hotspot di Pozzallo. Questa struttura è deputata al completamento delle procedure previste per l'identificazione e all'organizzazione dell'accoglienza a lungo termine delle persone appena arrivate, assicurando la continuità dell'assistenza e dei servizi necessari in un contesto più strutturato.