Un operaio agricolo pakistano di 44 anni è deceduto a seguito di un tragico incidente stradale avvenuto il 17 settembre 2026 a Lagnasco, nel Cuneese. L'uomo è stato investito mentre faceva ritorno dal lavoro in bicicletta, lungo la provinciale 662, un tratto extraurbano che collega Saluzzo e Savigliano, nel cuore del Saluzzese. Questo drammatico evento ha immediatamente acceso i riflettori sulla critica situazione della mobilità dei lavoratori agricoli che quotidianamente utilizzano la bicicletta per raggiungere e lasciare i luoghi di impiego. In risposta alla tragedia, la Flai Cgil Piemonte ha organizzato un sit-in di protesta nella stessa giornata, per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di interventi urgenti.

La mobilitazione della Flai Cgil e le richieste di sicurezza

La Flai Cgil Piemonte ha espresso con forza la propria posizione, sottolineando come l'accaduto non possa e non debba essere considerato una semplice fatalità. Denis Vayr, segretario generale del sindacato regionale, ha dichiarato in modo perentorio: “Non siamo di fronte a una fatalità inevitabile, ma a una tragedia che richiama precise responsabilità pubbliche”. Il sit-in, tenutosi simbolicamente sul luogo dell'incidente, è stato il palcoscenico per una chiara e ferma richiesta alle istituzioni. Regione, Provincia, Comuni e Prefettura sono stati sollecitati a intervenire con urgenza per garantire la sicurezza degli spostamenti dei lavoratori.

Le richieste del sindacato non si limitano a generici appelli, ma invocano misure concrete, supportate da adeguate risorse economiche, tempi certi di realizzazione e la possibilità di verificare l'effettiva efficacia degli interventi proposti.

Il documento sindacale ha inoltre posto l'accento sul diritto inalienabile dei lavoratori a spostarsi senza mettere a rischio la propria incolumità. Matteo Bellegoni, responsabile delle politiche migratorie e della legalità della Flai Cgil nazionale, ha ribadito questo principio fondamentale: “Ogni lavoratore deve avere il diritto di uscire di casa e ritornarci sano e salvo”. La mobilitazione del sindacato unisce così la sentita vicinanza alla famiglia e alla comunità del lavoratore scomparso con l'esigenza impellente di ottenere risposte immediate e un impegno tangibile da parte delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti nel settore agricolo.

Ciò è particolarmente rilevante in un distretto come quello saluzzese, caratterizzato da un'intensa attività agricola e dalla presenza di numerosi stagionali migranti.

Criticità stradali e proposte operative per la sicurezza

La Flai Cgil ha evidenziato le criticità strutturali della rete viaria in un'area a forte vocazione agricola, dove la frequente circolazione di mezzi pesanti si interseca pericolosamente con gli spostamenti in bicicletta dei lavoratori. Per affrontare questa problematica, il sindacato ha proposto una serie di misure operative concrete. Tra queste, spiccano la creazione di percorsi protetti dedicati specificamente ai mezzi a due ruote e l'implementazione di interventi mirati sui tratti stradali identificati come i più pericolosi.

La richiesta è che la sicurezza degli spostamenti dei lavoratori diventi una priorità assoluta nell'agenda degli enti competenti, con un'attenzione particolare rivolta alle arterie stradali utilizzate quotidianamente da chi opera nei campi. L'obiettivo primario è prevenire ulteriori tragedie e assicurare condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti gli addetti del settore agricolo.