Un detenuto romeno di 33 anni, in attesa di giudizio per rapina, è evaso nella mattinata del 17 settembre 2026 dalla Casa circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore. Le circostanze precise della fuga restano da accertare da parte delle autorità competenti. L'episodio è stato reso noto nel pomeriggio dello stesso giorno da Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria.
Immediatamente dopo l'allarme, sono state avviate le ricerche del recluso, che vedono impegnate la Polizia Penitenziaria e le altre forze dell'ordine. L'evasione ha interessato l'istituto veneziano situato nel centro storico della città, un presidio cruciale per il sistema carcerario locale.
Le criticità del sistema penitenziario
Gennarino De Fazio ha collegato l'episodio alle profonde criticità che affliggono il sistema penitenziario italiano. La fuga del detenuto, infatti, è stata definita come l'ennesima dimostrazione dello "sfascio" in cui versa il settore, evidenziando problematiche strutturali e organizzative di lunga data. Tra le principali cause indicate vi sono il sovraffollamento detentivo, le significative carenze negli organici della Polizia Penitenziaria, la fatiscenza delle strutture e delle strumentazioni, e una generale disorganizzazione.
La situazione della Casa circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore è emblematica di queste difficoltà. I dati forniti dalla Uil Fp rivelano che l'istituto ospita attualmente 265 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di soli 158 posti disponibili.
Questo si traduce in un tasso di sovraffollamento del 168%, un dato che sottolinea l'emergenza abitativa all'interno della struttura.
Alla carenza di spazi si aggiunge quella di personale. La Uil Fp ha segnalato che l'istituto dispone di appena 150 agenti, a fronte di un fabbisogno minimo stimato in 240 unità. Questa carenza, pari al 37,5%, compromette gravemente la sicurezza e la gestione quotidiana del carcere. Inoltre, il sindacato ha richiamato l'attenzione sulle condizioni dell'edificio stesso, descrivendolo come una struttura datata e scarsamente manutenuta, con il muro di cinta che risulta inagibile, un ulteriore fattore di rischio per la sicurezza.
La Casa circondariale di Santa Maria Maggiore
La Casa circondariale Venezia Santa Maria Maggiore, situata in Santa Croce 324, è un edificio storico realizzato nel 1926. La sua capienza regolamentare è fissata a 159 posti. Tuttavia, al 15 settembre 2026, un posto risultava non disponibile, portando la disponibilità effettiva a 158 posti, un numero che conferma le segnalazioni della Uil Fp riguardo la grave situazione di sovraffollamento. La storia e l'età della struttura contribuiscono alle sfide attuali in termini di manutenzione e adeguamento agli standard moderni di sicurezza e vivibilità carceraria.