Un'ampia operazione condotta dal Corpo forestale nella laguna di Santa Gilla, a Cagliari, ha portato il 15 settembre 2026 a significativi sequestri e all'emissione di multe per una serie di illeciti legati al bracconaggio ittico, alla caccia abusiva e a violazioni ambientali. L'intervento, che ha visto la partecipazione del personale delle Stazioni di Cagliari e Uta, oltre a quello dell'associazione AEOP e degli agenti ittici-zoofili di Sa Illetta, si è concentrato sulla tutela della biodiversità e sul rispetto delle normative che regolano la pesca e la caccia sostenibili.

Nello specchio lagunare di Santa Gilla, area demaniale concessa alla pesca esclusiva del Consorzio Ittico Santa Gilla, sono state riscontrate diverse irregolarità in materia di pesca. Tra queste, l'esercizio dell'attività senza la necessaria licenza, la pesca in aree non autorizzate e l'utilizzo di strumenti non consentiti. Particolare attenzione è stata posta anche all'impiego di attrezzi professionali sprovvisti dei requisiti legali o non riconducibili alla pesca sportiva.

Le verifiche hanno portato all'elevazione di tre sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 2.300 euro. Contestualmente, è stato effettuato il sequestro di numerose attrezzature non conformi, abilmente occultate nella vegetazione circostante.

Tra gli oggetti confiscati figurano pale, retini, setacci, reti a sciabica, bertovelli irregolari, mute da sub e dispositivi galleggianti modificati, tutti destinati alla pratica della pesca illegale.

Controlli a tutto campo: dalla caccia alla violazione di sigilli

L'attività di controllo si è estesa oltre il mero contrasto al bracconaggio ittico, abbracciando un più ampio spettro di violazioni ambientali e contro il patrimonio. Nell'Oasi permanente di protezione Faunistica di Santa Gilla, un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre esercitava l'attività di caccia. L'episodio ha comportato la denuncia all'Autorità Giudiziaria e il sequestro del fucile e delle munizioni. L'individuo rischia una pena detentiva che può arrivare fino a sei mesi di reclusione.

Un altro significativo intervento ha riguardato la località Donna Laura, situata sulla sponda Est della laguna. Quest'area, inibita all'accesso in quanto sottoposta a sequestro penale per occupazione abusiva, è stata teatro del tentativo di accesso da parte di due persone a bordo di un barchino. L'intervento tempestivo dei Forestali ha impedito l'occupazione abusiva, e i due uomini sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria per il reato di violazione di sigilli, un'accusa che può comportare una pena fino a tre anni di reclusione.

Sanzioni per la pesca abusiva di molluschi

Nel corso dell'operazione, sono state contestate anche quattro sanzioni amministrative specifiche per l'esercizio della pesca di molluschi.

Le violazioni accertate includevano la mancanza della necessaria licenza, l'attività in una zona di pesca in concessione e l'utilizzo di mezzi non consentiti. L'ammontare complessivo delle sanzioni per questi illeciti ha raggiunto i 4.000 euro.

Un aspetto importante di questa fase dell'intervento è stato il sequestro di 30 chilogrammi di vongole. Essendo ancora vive, i molluschi sono stati prontamente confiscati e reimessi nella laguna, un'azione volta a minimizzare l'impatto ambientale dell'attività illecita e a salvaguardare le risorse ittiche locali.

L'intera attività condotta dal Corpo forestale si inquadra in un più ampio impegno per la tutela della biodiversità e delle risorse ambientali.

L'obiettivo è garantire che le attività venatorie e di pesca siano svolte in modo sostenibile, nel pieno rispetto delle normative che le disciplinano, contribuendo così alla salvaguardia del delicato ecosistema della laguna di Santa Gilla.