La Procura di Bari ha concluso le indagini preliminari su un ex dipendente di Intesa Sanpaolo, già in servizio presso la sede Agribusiness di Bisceglie e licenziato nell’agosto 2024. L’uomo è accusato di aver effettuato un monitoraggio occulto, sistematico e prolungato di dati sensibili e finanziari appartenenti a 3.572 clienti dell’istituto di credito, utilizzando le proprie credenziali di accesso. La notizia della chiusura delle indagini è stata diffusa il 15 settembre 2026.
Nel fascicolo d'inchiesta, il monitoraggio è stato definito come una forma di spionaggio patrimoniale.
Tra le numerose persone coinvolte in questa vicenda figurano figure di alto profilo istituzionale come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio Maria La Russa e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il fulcro delle contestazioni riguarda l’accesso non autorizzato a dati patrimoniali e bancari della clientela, avvenuto attraverso gli strumenti interni messi a disposizione dall'istituto.
L'ambito dell'inchiesta di Bari
Il caso ha riguardato un ex addetto della sede Agribusiness di Bisceglie, località situata in provincia di Barletta-Andria-Trani. La chiusura delle indagini da parte della Procura di Bari rappresenta un passo significativo nell'accertamento degli accessi illeciti ai dati dei clienti.
Il numero complessivo riportato nel procedimento penale ammonta a 3.572 clienti monitorati, con riferimento a informazioni di natura sensibile e finanziaria custodite nei sistemi della banca.
Il monitoraggio è stato chiaramente descritto come uno "spionaggio patrimoniale", evidenziando la gravità delle azioni contestate. Sebbene l'elenco delle persone citate comprenda alte cariche istituzionali e di governo, il dato numerico dei clienti coinvolti dimostra che il perimetro dell'attività illecita non si è limitato esclusivamente a figure pubbliche, ma ha interessato un'ampia platea di correntisti. Gli accessi non autorizzati sono stati attribuiti all'uso delle credenziali personali dell'ex dipendente, che era in servizio presso una struttura dedicata al comparto Agribusiness.
La sanzione per la protezione dei dati
In un procedimento amministrativo parallelo, incentrato sulla protezione dei dati personali e strettamente collegato alla medesima violazione, Intesa Sanpaolo ha ricevuto una sanzione pecuniaria di 31,8 milioni di euro. L’istruttoria amministrativa, avviata dopo la notifica del data breach da parte della banca nel luglio 2024, ha accertato accessi senza giustificato motivo alle informazioni bancarie di 3.573 clienti. Le consultazioni illecite registrate superano le 6.600 e sono state effettuate in un periodo compreso tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024.