A Milano, nella storica e suggestiva cornice della Caserma “Cinque Giornate”, la Guardia di Finanza ha solennemente celebrato la festa di San Matteo, il suo venerato patrono. La cerimonia, un momento di profonda riflessione e coesione per il Corpo, è stata impreziosita dalla celebrazione di una messa presieduta dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Al termine della funzione religiosa, il generale Virgilio Pomponi, che ricopre l’importante incarico di comandante interregionale dell’Italia del Nord occidentale, ha espresso un sentito ringraziamento all’arcivescovo e a tutte le autorità civili e militari presenti.

Nel suo significativo intervento, il generale Pomponi ha voluto richiamare con forza i “principi fondamentali di fratellanza e spirito di servizio”, indicandoli come pilastri insostituibili che devono guidare la vita e l’operato di ogni finanziere.

Questa importante ricorrenza ha visto la partecipazione di un’ampia rappresentanza del Corpo, riunendo tutti i comandanti interregionali del Nord Italia, numerosi militari in servizio attivo e una significativa presenza di ex appartenenti alla Guardia di Finanza. L’intero evento religioso, profondamente inserito nella tradizione legata a San Matteo, ha posto al centro del dibattito e della riflessione il richiamo al servizio quotidiano e all’impegno personale di ciascuno nel perseguire il bene comune.

Questi temi, di cruciale importanza per l’identità e la missione delle Fiamme Gialle, sono stati ulteriormente sottolineati e ribaditi dal generale Pomponi nel suo saluto conclusivo, rivolto con gratitudine e ispirazione a tutti i presenti.

La celebrazione nella Caserma “Cinque Giornate”: un momento di riflessione

La messa, fulcro della celebrazione, si è svolta all’interno della prestigiosa sede milanese, specificamente designata per accogliere la cerimonia del Corpo. Monsignor Delpini, durante la sua omelia, ha sapientemente collegato la figura evangelica di San Matteo al tema universale della chiamata evangelica. Ha rievocato il celebre passaggio biblico in cui Gesù si rivolge a Matteo, invitandolo a non accontentarsi dei traguardi già raggiunti, ma a guardare sempre oltre.

Nel suo appassionato intervento, l’arcivescovo ha lanciato un’esortazione chiara e potente: “guardare più lontano e a non accontentarsi”. Questa profonda riflessione è stata abilmente collegata alla missione e al significato intrinseco della ricorrenza che ogni anno viene celebrata con devozione e orgoglio dai finanzieri, sottolineando l’importanza di un continuo miglioramento e di una visione proiettata verso il futuro.

Il generale Pomponi, nel suo discorso, ha voluto porre un’enfasi particolare sulla dimensione comunitaria del servizio, evidenziando come l’efficacia dell’azione della Guardia di Finanza derivi dalla coesione e dalla collaborazione. Ha inoltre rimarcato il ruolo personale e insostituibile di ciascun appartenente al Corpo, sottolineando che ognuno è uno strumento essenziale per la realizzazione del bene collettivo.

Il suo ringraziamento, rivolto con deferenza a monsignor Delpini per la sua guida spirituale e alle autorità presenti per il loro sostegno istituzionale, ha suggellato la conclusione di questa significativa celebrazione. L’evento ha visto la partecipazione non solo di rappresentanti attivi della Guardia di Finanza provenienti dall’intera area settentrionale, ma anche di numerosi membri del personale che, avendo già prestato servizio nel Corpo, continuano a mantenere vivo il legame con le Fiamme Gialle.

San Matteo: il patrono e la sua storia con la Guardia di Finanza

San Matteo apostolo ed evangelista è riconosciuto come il patrono celeste della Guardia di Finanza, una figura che incarna valori di lealtà e integrità.

La sua festa liturgica, un appuntamento fisso e significativo per il Corpo, cade annualmente il 21 settembre. Il riconoscimento ufficiale di questo patrocinio ha radici storiche profonde, risalendo a un importante documento papale datato 10 aprile 1934. Tale atto fu firmato dal cardinale Eugenio Pacelli, personalità che sarebbe poi ascesa al soglio pontificio come Papa Pio XII. La decisione di concedere il patrocinio avvenne dopo l’accoglimento di un’istanza formalmente sostenuta dall’allora Ordinario Militare, a testimonianza del forte legame tra la spiritualità e il servizio militare. La pagina istituzionale dedicata al patrono ricost