Una giornata di intensa mobilitazione e protesta ha caratterizzato la mattinata del 25 settembre 2026 a Genova, dove diverse scuole sono state il fulcro di manifestazioni contro una nuova e controversa norma proposta dal governo Meloni. Il provvedimento in questione mira a stabilire un tetto massimo alla presenza di alunni stranieri nelle classi, una misura che i manifestanti hanno apertamente contestato, definendola con lo slogan “No al ddl Razzismo”. La mobilitazione ha coinvolto numerosi istituti cittadini, con iniziative organizzate strategicamente davanti agli ingressi scolastici per esprimere un chiaro dissenso.

L'iniziativa è stata promossa e coordinata dal movimento studentesco Osa, che ha lanciato un appello alla mobilitazione generale degli studenti. Il momento di maggiore tensione e visibilità si è registrato in particolare davanti alla scuola primaria Daneo. Qui, due agenti della Digos sono intervenuti per rimuovere con decisione uno striscione antirazzista. Il cartello, frutto del lavoro dei bambini e affisso dai genitori all'ingresso dell'istituto, portava un messaggio inequivocabile: “Qui nessun* è straniero”, un'affermazione di inclusione che ha rapidamente acceso una vivace polemica.

La controversa rimozione dello striscione alla scuola Daneo

L'azione di rimozione dello striscione si è verificata in un contesto particolarmente sensibile, proprio mentre gli alunni stavano entrando nelle rispettive classi.

I presenti, tra cui numerosi genitori e attivisti, hanno descritto il gesto delle forze dell'ordine come particolarmente brusco e inopportuno. L'episodio ha immediatamente suscitato la ferma protesta di decine di genitori che, assistendo alla scena, hanno manifestato il loro sdegno. La polemica è nata, dunque, nel momento culminante dell'ingresso degli alunni in un istituto primario, incentrandosi su un simbolo di inclusione realizzato dai bambini e posizionato dai loro stessi genitori all'entrata della scuola.

La protesta svoltasi a Genova si inserisce in un più ampio scenario di contestazione nazionale contro la proposta di introdurre un limite alla presenza di alunni stranieri nelle aule scolastiche.

Davanti agli istituti coinvolti nella mobilitazione genovese sono comparsi numerosi volantini e striscioni, testimoniando una partecipazione corale. La protesta è stata costruita intorno al contesto scolastico, vedendo la presenza congiunta di studenti, genitori e degli attivisti del movimento promotore, tutti uniti nel manifestare la loro opposizione al decreto.

Le principali disposizioni del decreto scuola

Il provvedimento, recentemente approvato in Consiglio dei ministri, introduce una serie di misure di notevole impatto sul sistema scolastico. Tra le disposizioni più discusse vi è l'introduzione di un tetto del 30% per gli studenti che non possiedono la cittadinanza italiana e che non dispongono di un sufficiente background scolastico.

Il testo del decreto contempla inoltre il divieto di indossare burqa e niqab a scuola, prevedendo sanzioni pecuniarie che possono raggiungere la cifra di 1.000 euro. Un'altra misura inclusa è l'offerta di corsi gratuiti di lingua italiana, specificamente rivolti ai genitori che non hanno una conoscenza adeguata della lingua. Questi elementi chiave del decreto costituiscono il contesto normativo che ha scatenato le proteste e le preoccupazioni espresse davanti alle scuole genovesi e in tutto il paese.

L'approvazione di tale decreto ha già generato significative reazioni politiche e ha sollevato diverse perplessità e rilievi critici da parte del mondo della scuola, alimentando un dibattito acceso sulle sue potenziali implicazioni e sulla sua effettiva applicabilità nel contesto educativo nazionale.