I funerali di Enzo Bianchi, figura di spicco del monachesimo contemporaneo e tra i principali fondatori della Comunità monastica di Bose, sono stati fissati per giovedì 3 settembre 2026. La cerimonia si svolgerà alle ore 16:30, nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione, un comune in provincia di Asti, al quale il monaco era profondamente legato per le sue radici e la sua storia personale. La notizia della sua scomparsa è giunta il 1 settembre 2026: Enzo Bianchi è deceduto presso l’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato a causa di patologie che lo affliggevano.

Il suo legame con il paese natale, un centro di circa 600 abitanti incastonato nel cuore della Langa Astigiana, è sempre stato un elemento distintivo della sua esistenza, un vincolo indissolubile con la terra d'origine.

La cerimonia funebre e l'ultimo viaggio

La celebrazione eucaristica sarà concelebrata dal parroco don Joseph Vallanat. La chiesa parrocchiale di Castel Boglione, descritta come un piccolo duomo, è attesa accogliere centinaia di persone, in vista della vasta partecipazione di fedeli e conoscenti che desiderano rendere l'ultimo omaggio al monaco. Al termine della funzione, un corteo funebre si snoderà a piedi verso il cimitero locale. Questo ultimo viaggio avverrà in piena osservanza della volontà espressa da Enzo Bianchi, un desiderio di tornare alla terra delle sue origini.

Il parroco ha voluto ricordare la specifica richiesta del monaco riguardo la sua sepoltura. «Aveva chiesto di essere sepolto nel suo paese natale», ha affermato don Vallanat, evidenziando il forte legame di Enzo Bianchi con le sue radici. Il monaco, infatti, aveva acquistato un terreno nel camposanto di Castel Boglione, esprimendo il desiderio di essere inumato direttamente nella terra, «non in un loculo». Questa scelta, simbolica, riflette il suo intimo e duraturo rapporto con il territorio di Castel Boglione, con le sue colline e le vigne del paesaggio in cui era cresciuto e che tanto amava.

Un legame indissolubile con la terra d'origine

Il ricordo di Enzo Bianchi nella comunità di Castel Boglione è quello di una persona che ha sempre mantenuto rapporti diretti e autentici con i suoi compaesani.

Era solito fermarsi a conversare con le persone che conosceva da una vita, dimostrando un attaccamento sincero. Il parroco ha inoltre rammentato la sua presenza in diverse occasioni importanti per il paese: nel 2014, per il centenario della parrocchia, e nel 2025, per i 75 anni della Cantina Araldica. In entrambe queste circostanze, Enzo Bianchi aveva tenuto conferenze a Castel Boglione, momenti rimasti impressi nella memoria collettiva.

La biografia: dalle origini alla fondazione di Bose

Il profondo legame di Enzo Bianchi con il suo paese natio si inserisce in una biografia che ha avuto inizio proprio in questo luogo. Enzo Bianchi nacque a Castel Boglione, nel Monferrato, il 3 marzo 1943. Dopo aver completato gli studi presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, alla fine del 1966 si recò a Bose.

Questa località, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea, divenne il luogo prescelto per avviare una comunità monastica. Nell’autunno del 1968 i primi fratelli e sorelle si unirono a lui, e Bianchi stesso redasse la regola che avrebbe guidato la vita della nascente comunità, ponendo le basi per un'esperienza spirituale unica nel suo genere, caratterizzata da un forte richiamo alla vita evangelica e alla ricerca ecumenica.

La Comunità monastica di Bose

La Comunità monastica di Bose, da lui fondata, contava una sessantina di membri.