A Padova, un furto in abitazione ai danni di cinque studenti universitari è stato risolto in tempi rapidissimi grazie all'efficace utilizzo della geolocalizzazione GPS di un iPad rubato. L'intervento delle Volanti della Questura è scattato dopo la segnalazione al 113 di una studentessa di 21 anni, che ha rintracciato il dispositivo in un edificio in disuso. Il caso, avvenuto il 18 settembre 2026, ha evidenziato la prontezza d'azione delle forze dell'ordine e l'importanza della tecnologia nel contrasto alla criminalità.
Gli agenti hanno individuato e denunciato un cittadino tunisino di 37 anni, risultato irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora.
L'uomo è stato trovato in una zona abbandonata della città, in possesso di tutta la refurtiva sottratta dall'appartamento dei giovani fuori sede. Il furto, avvenuto la mattina precedente, aveva riguardato una vasta gamma di oggetti: oltre all'iPad, anche altri tablet, cellulari, una console per videogiochi, casse Bluetooth, AirPods, gioielli, occhiali da sole, profumi e diversi capi di abbigliamento.
Il ruolo cruciale della geolocalizzazione
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla prontezza della studentessa, che ha attivato la funzione di geolocalizzazione GPS del suo iPad. Il segnale ha condotto gli inquirenti verso un edificio in disuso, un'area che ha immediatamente destato sospetti.
A quel punto, la giovane ha allertato il numero di emergenza 113, fornendo dettagli precisi sulla posizione del dispositivo e innescando l'intervento delle Volanti.
Le pattuglie delle Volanti, giunte prontamente sul posto, hanno avviato una minuziosa perlustrazione della zona recintata indicata dal GPS. È stato proprio durante questa ricerca che gli agenti hanno rintracciato il 37enne. Accanto all'uomo, sono stati rinvenuti un sacco trasparente e uno zaino, entrambi colmi degli oggetti rubati. Si è scoperto inoltre che il sospettato indossava già parte dei vestiti sottratti ai cinque studenti universitari, un dettaglio che ha ulteriormente confermato il suo coinvolgimento. Il recupero della refurtiva è stato completo, includendo sia i dispositivi elettronici che tutti gli altri beni personali elencati nella denuncia di furto in abitazione.
Il profilo del denunciato e i provvedimenti
Dalle verifiche effettuate, è emerso che il cittadino tunisino era giunto in Italia, precisamente a Lampedusa, nel 2011. Il suo fascicolo penale rivela numerosi precedenti per reati gravi, tra cui delitti contro la persona, contro il patrimonio, rapina e spaccio di sostanze stupefacenti. Oltre alla denuncia per furto in abitazione, il Questore Marco Odorisio ha adottato un provvedimento significativo: il collocamento dell'uomo presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Torino, finalizzato al suo definitivo allontanamento dal territorio italiano.
L'intera vicenda sottolinea l'importanza della tecnologia moderna, in particolare dei sistemi di geolocalizzazione, nel supportare le forze dell'ordine nella risoluzione rapida di casi di furto.
Il rintraccio dell'iPad e la successiva individuazione dell'area hanno permesso alle Volanti di intervenire con efficacia, assicurando alla giustizia il responsabile e restituendo i beni ai legittimi proprietari, dimostrando come la collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine, unita agli strumenti tecnologici, possa portare a risultati tempestivi.