Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha partecipato il 15 settembre 2026 a Santa Maria la Fossa, in provincia di Caserta, a un importante convegno. L'evento, tenutosi presso la sede del Consorzio Agrorinasce, era interamente dedicato all’azienda agricola La Balzana, un bene di grande valore simbolico e materiale, confiscato ai vertici dei potenti clan dei Casalesi. Al centro della discussione vi era il progetto di recupero e rilancio di questa proprietà, destinata a trasformarsi in un Parco agroalimentare dei prodotti tipici campani, un'iniziativa che mira a restituire alla comunità un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata.

Durante il suo intervento, il procuratore Gratteri ha posto l'accento sulla cruciale questione dell’uso sociale dei beni confiscati, collegandola strettamente alla scelta dei soggetti a cui affidarne la gestione. Gratteri ha sottolineato la necessità di assegnare questi patrimoni non solo a realtà consolidate, ma anche ad associazioni meno note e prive di appoggi o credenziali già riconosciute. Ha parlato esplicitamente di “associazioni che non sono di moda”, riferendosi a quelle realtà emergenti, spesso composte da giovani privi di sostegni, che non possiedono un "pedigree" consolidato o una partita Iva, ma che possono portare nuova energia e prospettive al territorio.

L'azione pubblica e la gestione dei beni confiscati

Gratteri ha inoltre affrontato il tema dell’azione pubblica e della sua efficacia nella gestione dei beni confiscati. Pur riconoscendo di essere spesso critico nei confronti del Governo, ha voluto evidenziare un’accelerazione positiva nella cura e nella destinazione di questi patrimoni. A tal proposito, ha citato il caso di Caivano come un esempio significativo di intervento pubblico che va oltre le iniziative isolate, dimostrando un impegno più ampio e sistematico. Riferendosi specificamente a La Balzana, il procuratore ha dichiarato: “A La Balzana è stato fatto un lavoro davvero importante”, riconoscendo il valore degli sforzi profusi.

La sua presenza a Santa Maria la Fossa è stata motivata proprio dal rilievo strategico del lavoro svolto sul compendio agricolo di La Balzana.

Gratteri ha spiegato che il recupero di questo bene non è un mero atto di sottrazione alla criminalità organizzata, ma rappresenta un’azione concreta e fondamentale per il rilancio del territorio. Ha enfatizzato come tale progetto dia pieno senso all’intervento pubblico in corso, trasformando un simbolo del potere camorristico in un motore di sviluppo e legalità, con una destinazione concreta a nuove e vitali funzioni per la comunità.

Il progetto La Balzana e la visita istituzionale

Il programma della giornata prevedeva un inizio alle ore 11 presso il Centro Pio La Torre, sede operativa di Agrorinasce, con un convegno focalizzato sulle politiche di coesione e sulla destinazione dei beni confiscati.

A seguire, si è svolto un sopralluogo diretto all'azienda agricola La Balzana, per osservare da vicino lo stato di avanzamento del progetto. La visita ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali di spicco, tra cui il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e, naturalmente, il procuratore Nicola Gratteri. Erano presenti anche rappresentanti dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione, a testimonianza del vasto interesse e dell'impegno collettivo verso la valorizzazione di questi beni.