Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha voluto onorare la memoria di Mario Frasca, caporal maggiore capo dell’Esercito italiano, inviando una lettera alla sua famiglia in occasione del quindicesimo anniversario della sua scomparsa. Originario di Orta Nova, nel Foggiano, Frasca perse la vita a soli 32 anni a Herat, in Afghanistan, il 23 settembre 2011, mentre era impegnato in una missione di pace. La ricorrenza è stata celebrata con una sentita cerimonia pubblica tenutasi il 23 settembre 2026 proprio nel comune pugliese che gli diede i natali.
L'eredità di Mario Frasca e il messaggio del Ministro Crosetto
Nella sua missiva, il Ministro Crosetto ha sottolineato l'importanza vitale di mantenere viva la memoria pubblica legata al sacrificio di Mario Frasca e all'impegno dell'associazione che porta il suo nome. Il ministro ha evidenziato come il ricordo di Frasca non debba essere confinato al passato, ma debba piuttosto proiettarsi nel presente e nel futuro, fungendo da esempio e ispirazione, in particolare per le nuove generazioni di Orta Nova.
Il testo della lettera ha posto un accento particolare sul legame tra il ricordo del militare e la comunità in cui è cresciuto. Crosetto ha rivolto il suo pensiero ai giovani che nel 2011 erano troppo piccoli per comprendere l'evento o non erano ancora nati, affermando che per loro Mario Frasca non può e non deve essere un semplice nome su una piazza, una targa commemorativa o nelle pagine di un libro.
La sua figura, ha ribadito il ministro, deve rimanere un punto di riferimento riconoscibile nella storia della comunità locale e, più ampiamente, delle Forze Armate italiane.
Concludendo il suo messaggio, il Ministro Crosetto ha riaffermato con forza che «il suo nome continuerà a far parte della storia dell'Italia e della memoria delle nostre Forze Armate». A Orta Nova, una piazza è già intitolata a Mario Frasca, un simbolo tangibile che rafforza la sua presenza nella memoria collettiva e negli spazi pubblici cittadini, un elemento richiamato con commozione durante la commemorazione del quindicesimo anniversario.
La richiesta di riconoscimento come vittime del terrorismo internazionale
Durante la cerimonia di ricordo pubblico, Vincenzo Frasca, fratello del militare caduto, ha colto l'occasione per rilanciare con determinazione una richiesta cruciale rivolta al Governo italiano.
La sua istanza mira al riconoscimento dei soldati caduti in missione come vittime del terrorismo internazionale. Vincenzo Frasca ha ricordato che Mario era già stato ufficialmente riconosciuto come vittima del dovere e come Veterano delle missioni di pace all’estero, attestati che onorano il suo servizio e il suo sacrificio.
Il fratello ha dichiarato: «Da anni chiediamo al Governo italiano il riconoscimento, per i nostri soldati caduti in missione, come vittime del terrorismo internazionale». Questa richiesta sottolinea l'importanza per la famiglia e per molti altri di ottenere un'ulteriore e specifica forma di riconoscimento, che identifichi la natura del pericolo e del contesto in cui questi militari hanno perso la vita, distinguendola da altre tipologie di caduti e conferendo un significato più profondo al loro estremo sacrificio per la nazione.