Un ragazzo di 29 anni ha formalmente denunciato alla Polizia un'aggressione omofoba subita nella notte tra il 12 e il 13 settembre in via San Felice, nel cuore del centro di Bologna. L'episodio, la cui notizia è stata diffusa il 27 settembre 2026, ha visto il giovane essere avvicinato da un gruppo numeroso di individui mentre faceva rientro a casa, in compagnia di due amiche, intorno alle due del mattino, al termine di una serata trascorsa con amici.

Secondo il dettagliato racconto della vittima, il gruppo, composto da giovani, lo avrebbe preso di mira con una serie di domande provocatorie riguardanti il suo orientamento sessuale e con pesanti insulti omofobi.

A seguito di una sua risposta, l'interazione sarebbe rapidamente degenerata in un'aggressione fisica. Il ventinovenne ha riferito di essere stato colpito inizialmente con un violento pugno, per poi essere coinvolto in una concitata colluttazione e infine raggiunto da un calcio sferrato da un altro componente del gruppo di aggressori.

La denuncia e le conseguenze personali

La vittima, un giovane italiano di seconda generazione, ha ulteriormente specificato che uno dei ragazzi gli avrebbe sputato addosso poco prima di colpirlo. Dopo essere caduto a terra, è stato brutalmente picchiato con calci e pugni da altri membri del gruppo, che il giovane ha stimato in circa quindici persone. L'escalation di violenza si è interrotta solo grazie all'intervento provvidenziale di una passante che, accortasi della drammatica scena, ha iniziato a urlare che stava chiamando la polizia, inducendo la banda ad allontanarsi precipitosamente verso il centro cittadino.

Immediatamente dopo l'aggressione, il ragazzo ferito è stato soccorso e accompagnato all'ospedale Maggiore di Bologna, dove i sanitari gli hanno rilasciato una prognosi di sette giorni. Il giorno seguente, ha formalizzato la sua denuncia-querela presso la Questura. Nonostante si sia ripreso fisicamente dalle lesioni, il giovane ha espresso un profondo e persistente senso di paura e un marcato timore a uscire la sera, soprattutto considerando che l'aggressione è avvenuta in prossimità della sua abitazione. La sua dichiarazione, "Ho paura", risuona come un monito, sottolineando il suo comprensibile timore di incontrare nuovamente gli aggressori nelle vicinanze di casa.

Un contesto di violenza omofoba nel centro di Bologna

La denuncia relativa all'aggressione in via San Felice si inserisce in un più ampio e preoccupante quadro di violenza omofoba che ha recentemente interessato il centro di Bologna. Pochi giorni dopo questo grave episodio, infatti, un altro fatto di violenza contro persone Lgbtq+ è stato registrato in zona Porta Mascarella, dove due giovani fidanzati sono stati anch'essi picchiati da un gruppo. Su quest'ultimo caso, che ha suscitato allarme, le indagini sono attualmente condotte dai Carabinieri.