Il Gup Claudio Paris ha emesso le sue decisioni nel processo per la morte di Attilio Franzini, operaio 47enne della Salcef, investito e ucciso da un treno il 4 ottobre 2024. L'incidente avvenne alle 4:30 del mattino presso la stazione di San Giorgio di Piano (Bologna), durante lavori di manutenzione sulla linea Bologna-Venezia.
Per i quattro imputati, accusati di omicidio colposo, il Gup ha stabilito tre patteggiamenti a un anno (convertiti in 10.950 euro di pena pecuniaria) e una condanna a otto mesi in rito abbreviato per una dirigente di Ferrovie e coordinatrice della sicurezza di RFI.
Quest'ultima, a fronte di una richiesta di un anno e mezzo, ha visto il suo difensore annunciare appello.
Le responsabilità e le parti coinvolte
Il procedimento ha coinvolto il direttore e il capocantiere Salcef, il responsabile del cantiere e della sicurezza, e una dirigente di Ferrovie (coordinatrice della sicurezza RFI). La dirigente, unica a scegliere il rito abbreviato condizionato all'audizione di un testimone, ha ricevuto la condanna più severa. I familiari di Franzini, già risarciti da Salcef e RFI, non si sono costituiti parte civile; la Cgil è stata invece ammessa.
La dinamica dell'incidente mortale
Le indagini (Polfer e ispettorato del lavoro Ausl, coordinate dal pm Luca Venturi) hanno ricostruito la dinamica.
Franzini lavorava con una quindicina di colleghi nel cantiere che interessava l'intero fascio di binari della stazione. Fu investito alle 4:29 mentre attraversava il binario 1 per raggiungere il parcheggio e riporre le attrezzature.
Gli accertamenti hanno rivelato che il nullaosta per la riapertura del traffico ferroviario fu dato circa un quarto d'ora prima dell'orario previsto. Questa decisione avvenne senza avvisare adeguatamente i lavoratori ancora presenti sul cantiere, esponendoli a un rischio fatale e culminando nella morte di Attilio Franzini.