Forgaria, 10 settembre 2026 – Un uomo residente a Udine è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Pordenone con l'accusa di coltivazione illecita di marijuana. L'operazione, scattata dopo il ritrovamento di sostanza stupefacente in un'auto abbandonata ad Azzano Decimo, ha portato al sequestro complessivo di oltre 23 chilogrammi di droga e alla scoperta di due serre professionalmente attrezzate all'interno di un capannone a Forgaria nel Friuli, in provincia di Udine.
L'indagine ha preso avvio nel comune di Azzano Decimo, dove una pattuglia ha rinvenuto circa 1,2 chilogrammi di marijuana all'interno di un'autovettura abbandonata.
Il conducente del veicolo si era dato alla fuga dopo un breve inseguimento da parte delle forze dell'ordine. L'identità del fuggitivo è stata successivamente accertata grazie a un documento d'identità lasciato nell'abitacolo, un elemento cruciale che ha permesso di indirizzare le successive verifiche verso l'immobile di Forgaria nel Friuli, ritenuto nella disponibilità dell'uomo.
La scoperta delle serre clandestine
La svolta investigativa si è concretizzata durante la perquisizione del fabbricato individuato a Forgaria. L'intervento, eseguito alla presenza del proprietario dell'immobile, ha permesso ai finanzieri di scoprire due distinti locali completamente adibiti a serre per la coltivazione intensiva di marijuana.
Questi ambienti, di dimensioni significative – uno di circa 70 metri quadrati e l'altro di circa 30 metri quadrati – erano stati allestiti con un sistema sofisticato e professionale.
Le serre clandestine erano dotate di impianti di illuminazione artificiale, sistemi di deumidificazione e avanzati dispositivi di irrigazione, tutti specificamente progettati per ottimizzare la crescita e la produzione della sostanza stupefacente. All'interno di questi locali, i militari hanno rinvenuto circa 22 chilogrammi di marijuana, presumibilmente già pronta per le fasi di confezionamento e successiva immissione sul mercato illecito.
Il quantitativo totale di sostanza stupefacente sequestrata ammonta a oltre 23 chilogrammi, sommando i 22 chilogrammi trovati nel capannone ai circa 1,2 chilogrammi recuperati precedentemente nell'autovettura abbandonata ad Azzano Decimo.
L'operazione è stata condotta congiuntamente dai finanzieri del Comando provinciale di Pordenone, con il contributo fondamentale del Nucleo di polizia economico-finanziaria e il supporto operativo del Gruppo Pordenone, dimostrando un'efficace coordinazione nell'attività di contrasto ai traffici illeciti.
L'arresto e le misure cautelari
A seguito del ritrovamento e del sequestro, l'uomo è stato immediatamente arrestato in flagranza di reato. Le accuse a suo carico riguardano la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, reati di particolare gravità nel panorama legislativo italiano. Su disposizione della Procura della Repubblica di Pordenone, l'indagato è stato inizialmente trasferito presso la Casa circondariale di Pordenone, in attesa delle successive decisioni giudiziarie.
Successivamente, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha convalidato la misura cautelare personale dell'arresto, ma ha disposto una modifica della stessa. L'uomo è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari, con l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico per garantire il rispetto delle restrizioni imposte. È importante sottolineare, come previsto dalla normativa vigente, che le responsabilità penali dell'indagato dovranno essere pienamente accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio fondamentale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.