I legali dell’imprenditore **Valter Lavitola**, **Sergio e Arturo Cola**, hanno dichiarato il 2 settembre 2026 che il loro assistito sta bene e non presenta segni di percosse. La comunicazione, diffusa da Roma alle 12:53, riguarda una presunta aggressione subita nel carcere di Rebibbia. Gli avvocati hanno citato Lavitola: “Riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse.”
I difensori hanno annunciato una richiesta formale alla Procura della Repubblica per ottenere informazioni dettagliate sull’esistenza e il contenuto di una nota della polizia penitenziaria di Rebibbia, riguardante la presunta aggressione.
La difesa ha sottolineato la necessità di conoscere gli atti, senza aggiungere dettagli sulle modalità dell'episodio.
Richiesta alla Procura e collocazione detentiva
Sergio e Arturo Cola hanno sollevato la questione della collocazione di Lavitola in un reparto di alta sicurezza. A loro avviso, la detenzione in un settore con persone accusate o condannate per reati di mafia esporrebbe l’imprenditore a pericoli per la propria incolumità. I legali hanno ribadito che “l'unico modo di accertare la verità” passa attraverso testimonianze e rapporti dei pubblici ufficiali in servizio a Rebibbia.
La ricostruzione degli eventi evidenzia due aspetti: da un lato, il contatto diretto con **Lavitola**, che afferma di stare bene e di non aver subito percosse; dall’altro, la richiesta formale di chiarimenti alla Procura sulla nota della polizia penitenziaria.
Il riferimento alla detenzione in un reparto di alta sicurezza resta centrale per i difensori, sottolineando le preoccupazioni sul contesto.
Il contesto della presunta aggressione a Rebibbia
La vicenda si concentra sul carceredi Rebibbia a Roma, dove **Lavitola** è attualmente detenuto. Una precedente ricostruzione giornalistica aveva indicato che l’imprenditore sarebbe stato aggredito nel penitenziario, con presunti schiaffi da altri detenuti. Dopo l'intervento dei soccorsi e una visita medica, fonti della polizia penitenziaria hanno assicurato che l'uomo non è in pericolo. Sull’episodio, risulta un’indagine in corso.