A Perugia, un uomo di 29 anni è stato denunciato in stato di libertà per tentato omicidio. L'intervento della Polizia di Stato è scattato in un'abitazione del capoluogo umbro a seguito di una chiamata al Numero unico di emergenza 112, che segnalava una lite domestica. Gli agenti delle Volanti, giunti sul posto, hanno raccolto la testimonianza della donna presente nell'appartamento, la quale ha riferito di convivere con il 29enne, un uomo già indagato in passato.
Secondo il racconto della donna, la discussione sarebbe degenerata in minacce di morte.
Impaurita, avrebbe tentato di contattare il 112, ma in quel frangente l'uomo l'avrebbe afferrata per un braccio, cercando di spingerla fuori dalla finestra aperta dell'abitazione, situata al secondo piano dello stabile. La vittima è riuscita a divincolarsi dalla presa e a chiedere aiuto a una vicina di casa, mettendo fine alla drammatica escalation.
I provvedimenti del questore
La contestazione a carico del 29enne è quella di tentato omicidio. Oltre alla denuncia in stato di libertà, il questore ha emesso un ordine di allontanamento dal Comune di Perugia, con un divieto di rientro nel territorio comunale per un periodo di quattro anni. Questa misura cautelare è stata adottata in seguito all'intervento tempestivo degli agenti, sollecitato dalla richiesta di soccorso pervenuta tramite il numero di emergenza.
Gli accertamenti condotti nell'abitazione hanno permesso di ricostruire la dinamica della lite, le gravi minacce proferite, il tentativo della donna di chiamare i soccorsi e l'atto violento compiuto dal 29enne nei pressi della finestra. La prontezza della donna nel liberarsi e nel cercare rifugio presso una vicina è stata cruciale, portando all'immediato intervento delle forze dell'ordine e alla successiva denuncia dell'uomo.
Un precedente nel contesto perugino
L'episodio odierno si inserisce in un contesto che ha già visto un 29enne di Perugia coinvolto in un'altra vicenda giudiziaria. Il 28 agosto 2026, un uomo della stessa età era stato raggiunto da una misura cautelare di divieto di avvicinamento, accompagnata dall'uso del braccialetto elettronico.
In quel frangente, l'individuo era accusato di aver perseguitato e minacciato di morte una donna con cui aveva una relazione, pretendendo che questa lasciasse marito e figli per vivere con lui. La misura imponeva il divieto di avvicinarsi a meno di 1000 metri.