Un sedicenne è stato arrestato dalla polizia a Treviso con l’accusa di aver accoltellato un diciottenne, suo conoscente, al culmine di una violenta lite originata da uno scambio di messaggi su WhatsApp. L’episodio, che ha scosso la città e le cui dinamiche sono emerse il 2 settembre 2026, ha visto il giovane ferito raggiungere una pattuglia della polizia con evidenti lesioni da arma da taglio al torace, fornendo elementi cruciali per l’immediata identificazione del presunto aggressore.

Il diciottenne, nonostante le gravi ferite, ha dimostrato lucidità e prontezza, riuscendo ad avvicinare gli agenti e a raccontare l'accaduto con sufficienti dettagli per permettere alle forze dell'ordine di individuare rapidamente il sedicenne.

Quest'ultimo è stato rintracciato poco distante dal luogo dell'aggressione, nel quartiere San Zeno, in compagnia di altri coetanei che avrebbero assistito alla scena, e immediatamente fermato dagli agenti.

La dinamica dell'aggressione

La miccia della violenza che ha portato all'accoltellamento è stata innescata da una serie di insulti e provocazioni scambiati su WhatsApp. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due giovani si erano dati appuntamento nel pomeriggio di martedì 1 settembre 2026, precisamente nell’area del cavalcavia della stazione, nel cuore del quartiere San Zeno di Treviso. L'intento era quello di chiarire di persona la discussione virtuale, ma l'incontro è rapidamente degenerato in una brutale e inaspettata aggressione fisica.

Il diciottenne è stato colpito da quattro fendenti, principalmente al torace, ma ha riportato ferite anche alle braccia, compatibili con un tentativo di difesa. Soccorso prontamente e trasportato d'urgenza in ospedale, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Fortunatamente, il giovane è ora fuori pericolo, sebbene la prognosi sia stata fissata in 45 giorni per la completa guarigione.

L'arresto e le indagini

Il sedicenne, accusato del grave accoltellamento, è stato fermato nell'immediatezza dei fatti e arrestato nella notte di mercoledì 2 settembre 2026. Dopo l'arresto, è stato condotto in un Centro di Prima Accoglienza, come previsto per i minori. L'identificazione del minorenne è stata resa possibile grazie alle precise indicazioni fornite dalla vittima alla pattuglia e alla presenza, nelle vicinanze, di altri ragazzi che potrebbero aver assistito all'episodio, fornendo ulteriori elementi utili alle indagini.

Gli accertamenti delle forze dell'ordine si sono concentrati anche sul luogo esatto dell'aggressione, situato ai piedi del cavalcavia della stazione. Al momento, l'arma utilizzata per ferire il diciottenne non è stata ancora ritrovata, rendendo le indagini ancora in corso su questo specifico aspetto. Il quadro che emerge è quello di una discussione virtuale su WhatsApp sfociata in un incontro fisico violento e drammatico, culminato nel grave ferimento di uno dei protagonisti.