Le autopsie sui corpi di Luca Ambasciano, della moglie Valentina Pambianco e della figlia Bianca, di cinque anni, saranno eseguite il 3 settembre 2026 a Roma. I tre sono stati trovati morti nella loro abitazione, con ferite da arma da fuoco. L’ipotesi investigativa è di duplice omicidio seguito da suicidio.
L'incarico ai medici legali è previsto all'istituto del Verano, dove nella stessa giornata si svolgeranno gli esami autoptici, destinati a ricostruire gli elementi medico-legali della morte dei tre componenti della famiglia. Il caso riguarda l’abitazione di Pietralata, centrale nella ricostruzione della vicenda familiare e nel riferimento istituzionale.
Il caso di Pietralata e i caregiver
Sulla vicenda è intervenuta la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli. La ministra ha definito l’accaduto con le parole: “I fatti di Pietralata sono drammatici e sconvolgenti”. Nel suo intervento ha collegato il caso al tema del riconoscimento dei caregiver familiari, richiamando la legge portata avanti su questo ambito.
Il riferimento ai caregiver familiari si inserisce nel quadro della storia della famiglia, segnata dalle condizioni di salute della bambina. Bianca era nata il 13 novembre 2020, con due mesi di anticipo, al settimo mese di gravidanza. Le sue condizioni furono subito critiche.
Le sfide quotidiane e le cure per Bianca
La bambina aveva ricevuto una diagnosi di paralisi cerebrale, ritardo motorio e cognitivo ed epilessia.
La sua quotidianità richiedeva cure continue, visite e ricoveri. Bianca non parlava, non camminava e non poteva mangiare da sola; le sue condizioni la esponevano inoltre a rischi legati anche alle difese immunitarie molto basse.
Valentina Pambianco aveva lasciato il lavoro in una compagnia elettrica per occuparsi della figlia. Luca lavorava in smart working. Le giornate della famiglia erano scandite dalle terapie, dalle visite e dagli spostamenti nei centri clinici. La casa di Pietralata si trovava vicino all'abitazione del padre di Valentina.