La Polizia di Stato di Catania ha condotto una significativa operazione antidroga nel quartiere di San Giovanni Galermo, culminata nel sequestro di oltre due chili di sostanze stupefacenti. L'intervento, avvenuto il 4 settembre 2026, si è concentrato su un condominio situato nella zona di via dei Giacinti, dove gli agenti hanno scoperto un nascondiglio abilmente ricavato nel sottoscala dello stabile.

L'attività è stata eseguita dalla squadra cinofili delle Volanti della Questura. Determinante è stata la segnalazione del cane-poliziotto Zago, che ha indicato la possibile presenza di droga all'interno dell'edificio.

A seguito del suo fiuto, i poliziotti hanno rinvenuto un grosso borsone occultato nel sottoscala. Al suo interno erano custoditi oltre due chili di marijuana, insieme a 26 dosi di cocaina e 24 dosi di crack, per un peso complessivo delle sostanze sequestrate pari a 2,2 chili.

Il ritrovamento nel sottoscala

Il ritrovamento ha interessato un'area comune dell'edificio, specificamente individuata come punto di occultamento delle sostanze illecite. Gli agenti hanno proceduto al sequestro di tutta la droga rinvenuta nel borsone. La presenza di marijuana in quantità superiore ai due chili, affiancata dalle dosi di cocaina e crack già confezionate e pronte per lo spaccio, rappresenta il nucleo centrale dell'intervento antidroga condotto nel quartiere catanese.

Le verifiche e le indagini non si sono concluse con il solo sequestro. Le forze dell'ordine stanno ora lavorando per risalire alla persona o alle persone che avevano nascosto la sostanza stupefacente all'interno dello stabile. Al momento, l'elemento principale dell'operazione resta il recupero del borsone e il conseguente sequestro dell'ingente quantitativo di droga nel condominio di via dei Giacinti, un risultato ottenuto anche grazie al fondamentale contributo operativo dell'unità cinofila impiegata nel controllo.

Il contesto di San Giovanni Galermo

San Giovanni Galermo è uno dei quartieri di Catania interessati da questa operazione. Questa zona ha una sua specifica storia amministrativa che la distingue da altre aree cittadine: in passato, infatti, è stato un comune autonomo, per poi essere inglobato nel territorio del Comune di Catania nel 1928.

Prima di tale incorporazione, l'abitato era compreso tra i confini di Mascalucia, Catania, Misterbianco e San Pietro Clarenza.

Il quartiere ha subito gravi danni a causa della colata lavica del 1669, che lo distrusse parzialmente, per poi essere ricostruito. La documentazione comunale ne evidenzia anche alcune caratteristiche storiche e architettoniche, come gli archi di ingresso in pietra lavica che ancora oggi si possono ammirare nelle vie del quartiere.