Dagli accertamenti tecnici irripetibili condotti sui dispositivi elettronici in uso a Salim El Koudri, il 31enne indagato per la strage avvenuta a Modena il 16 maggio, sono emerse centinaia di ricerche online. Tali ricerche riguardavano in particolare articoli e contenuti relativi allo Stato Islamico (ISIS) e a Osama Bin Laden. L'episodio, che ha visto un'auto investire pedoni nel centro della città, ha purtroppo causato la morte di una donna e il ferimento di altre otto persone. Le verifiche investigative hanno interessato computer, telefoni e altri device personali dell'indagato.

Dettagli sugli accertamenti digitali

Le indagini sui dispositivi hanno esaminato un vasto archivio di navigazioni web, coprendo un arco temporale di circa cinque anni. Tra i numerosi contenuti rinvenuti, spiccano ricerche effettuate su piattaforme come Wikipedia, focalizzate su temi quali stragi in Europa e la guerra in Medio Oriente. Le navigazioni includevano anche l'accesso a pagine di pubblico dominio, al sito di Al Jazeera, alla BBC, nonché a contenuti specifici sullo Stato Islamico, noto anche come Isis, su Osama Bin Laden e su altre figure o associazioni riconducibili al mondo islamista. È stato rilevato che queste ricerche erano spesso alternate ad altre attività online, come la consultazione di siti generalisti, piattaforme di incontri e contenuti inerenti a manifestazioni svoltesi a Hong Kong.

L'attività degli inquirenti ha avuto tra i suoi obiettivi primari anche la valutazione dell'ipotesi di un possibile autoindottrinamento da parte di El Koudri. Tuttavia, al momento delle indagini, non sarebbero state individuate relazioni dirette o contatti significativi dell'indagato con soggetti considerati sospetti. È importante sottolineare che, nell'ambito del procedimento penale in corso, non risultano allo stato attuale contestate aggravanti specifiche quali la premeditazione, l'aggravante di natura terroristica o quella legata all'odio razziale-religioso.

Video, comunicazioni e perizia psichiatrica

Tra gli elementi acquisiti dai dispositivi di Salim El Koudri, sono stati rinvenuti anche diversi video, descritti come deliranti, nei quali l'indagato pronuncia frasi sconnesse.

Queste registrazioni, realizzate poche ore prima dell'investimento del 16 maggio, mostrano il giovane mentre si riprende autonomamente, esprimendosi in un misto di inglese, italiano e arabo. Un filmato in particolare indicherebbe El Koudri mentre si rade la barba poco prima dell'episodio.

Ulteriori elementi emersi dall'analisi includono migliaia di email che il 31enne avrebbe inviato a diverse aziende, con le quali chiedeva o pretendeva di essere assunto. A ciò si aggiunge la compilazione di numerose domande di lavoro sui siti web di imprese locali. Le telefonate rilevate sul cellulare dell'indagato riguardano prevalentemente contatti con i suoi familiari, in particolare i genitori, la madre e la sorella, oltre a comunicazioni con agenzie.