L'inchiesta sulla morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni deceduta dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei bagni Segesta a Sestri Levante, si è estesa. Nel registro degli indagati sono state iscritte altre due persone: i titolari dell'azienda produttrice della vasca (Cuneo) e i responsabili dell'impresa installatrice (Sestri Levante). Entrambi sono difesi dall'avvocato Giovanni Roffo.
Gli avvisi notificati consentono ai nuovi indagati di partecipare agli accertamenti tecnici. La consulenza, cruciale per la ricostruzione, inizierà il 24 settembre 2026.
Chiarirà dinamica e funzionamento dell'impianto. L'incarico è della dottoressa Rossana Prola, esperta di impianti natatori già incaricata in casi simili.
L'indagine sull'impianto
I titolari dei bagni Segesta erano già indagati. I proprietari dello stabilimento sono assistiti dagli avvocati Angelo Paone e Claudio Zadra. La tecnica si concentrerà sul blocco della bambina nella pompa e sulle condizioni della vasca al momento dell'evento.
La piscina resta sotto sequestro. La morte di Alice Ferrari è stata attribuita ad annegamento, ma gli accertamenti mirano a stabilire come il decesso sia avvenuto in un impianto profondo circa un metro. La consulenza tecnica è fondamentale per ricostruire la sequenza e verificare il funzionamento.
Gli elementi acquisiti e la famiglia
Dopo il decesso, la famiglia della bambina, rappresentata dall'avvocato Stefano Savi, aveva acconsentito alla donazione organi. Per l'autopsia, solo reni e fegato sono stati espiantati. Cuore e polmoni sottoposti ad analisi, elementi dell'inchiesta.
Il caso continua a focalizzarsi sulla vasca dei bagni Segesta e sulla pompa di aspirazione in cui la bambina è rimasta incastrata con i capelli, dettaglio determinante.