Il Gip di Udine ha convalidato l'arresto di Marzia Fedele, la donna di 61 anni reo confessa dell'omicidio del padre Giuliano Fedele, di 91 anni. Per la 61enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico avanzata dalla difesa. La donna è attualmente detenuta a Trieste, in attesa degli sviluppi del procedimento che la vede coinvolta per la morte dell'anziano, avvenuta nella casa di riposo di Percoto, in provincia di Udine.
Al termine dell'udienza di convalida, Marzia Fedele ha avuto un breve incontro con il marito e il figlio.
La decisione del giudice conferma la linea dura, mantenendo la misura detentiva in carcere nonostante l'istanza presentata dai legali della donna, che puntavano a una soluzione meno restrittiva.
La convalida dell'arresto e la posizione della difesa
Il provvedimento emesso dal Gip di Udine chiude la fase iniziale del procedimento, convalidando l'arresto e confermando la necessità della permanenza in carcere per Marzia Fedele. La difesa aveva proposto come alternativa gli arresti domiciliari, con l'ausilio di un sistema di controllo elettronico, ma tale richiesta non è stata accolta. Il giudice ha ritenuto opportuno mantenere la custodia cautelare in carcere, senza disporre misure diverse da quelle già in atto.
La 61enne si è dichiarata reo confessa dell'omicidio del padre Giuliano, che aveva 91 anni al momento del decesso. L'anziano risiedeva presso la struttura di Percoto, luogo dove si è consumato il tragico evento. La detenzione di Marzia Fedele è avvenuta a Trieste, mentre la competenza giudiziaria per il caso è in capo al Gip di Udine.
Dinamica dell'omicidio nella casa di riposo
L'omicidio si è verificato all'interno della casa di riposo "Villa Orchidea" di Percoto. L'anziano di 91 anni è stato aggredito e accoltellato dalla figlia durante l'orario di visita. Secondo le prime ricostruzioni, al momento dell'aggressione non erano presenti testimoni. Subito dopo il delitto, la donna si è costituita e ha confessato ai carabinieri di aver colpito mortalmente il genitore.
Le prime indagini suggeriscono che il movente del tragico gesto sia da ricondurre a problemi economici. È emerso inoltre che anche la madre della 61enne risiede nella medesima struttura, sebbene si trovasse in un'altra stanza al momento dei fatti e non abbia assistito all'aggressione. Per compiere l'atto è stato utilizzato un coltello, elemento chiave nelle indagini.
Le indagini in corso e il movente
Le indagini sull'omicidio sono condotte dai Carabinieri del comando provinciale di Udine, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Giorgio Milillo. Gli investigatori sono impegnati nella meticolosa ricostruzione della dinamica degli eventi all'interno della Rsa di Percoto. Al momento, le attività investigative sono in corso.