Una nuova convocazione in Questura a Campobasso segna un ulteriore sviluppo nelle indagini sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia, decedute per avvelenamento da ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella. Nel pomeriggio del 16 settembre 2026, gli investigatori della Squadra Mobile hanno nuovamente ascoltato un infermiere, amico della famiglia Di Vita, che aveva effettuato flebo domiciliari alle due donne, giunto negli uffici poco prima delle 16.
L'infermiere, già ascoltato più volte dagli inquirenti, ha fornito una nuova testimonianza.
Questa recente convocazione si inserisce in una serie di audizioni degli ultimi due giorni, tra cui due cugine di Gianni Di Vita, Laura e Loredana, e Monia, professoressa amica di Gianni Di Vita. Il colloquio odierno si lega al lavoro investigativo avviato dopo il decesso e alle verifiche sul contesto domestico delle flebo.
Le convocazioni degli ultimi giorni
La vicenda al centro dell'inchiesta riguarda la quindicenne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte dopo un evento a Pietracatella nel dicembre 2025 e ricondotto alla presenza di ricina. La professoressa amica di Gianni Di Vita è stata nuovamente ascoltata per quasi quattro ore dalla Squadra Mobile di Campobasso come persona informata sui fatti.
Le audizioni mirano a verificare la coerenza delle testimonianze, con possibili ulteriori convocazioni.
Nel quadro investigativo, la ricina è stata accertata nelle due vittime. Tuttavia, gli accertamenti su Gianni Di Vita non avrebbero evidenziato tracce o segni di precedente esposizione alla sostanza. L'inchiesta rimane focalizzata su come la tossina sia giunta all'interno dell'abitazione e sulle circostanze in cui Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita l'hanno assunta. La riconvocazione dell'infermiere rientra tra gli atti con cui la Squadra Mobile ricostruisce relazioni, presenze e interventi nell'ambiente familiare.
Il nodo delle flebo domiciliari
Il ruolo dell'infermiere, richiamato in Questura, è strettamente legato alle flebo effettuate in casa a Sara e Antonella.
Questo elemento, di particolare importanza nel racconto investigativo, si affianca alle audizioni delle persone vicine alla famiglia Di Vita. Gli inquirenti cercano di capire se le somministrazioni domiciliari siano collegate all'introduzione della sostanza letale o forniscano elementi chiave sullo stato di salute delle vittime prima del tragico evento. La ricostruzione di ogni dettaglio relativo a queste flebo è considerata essenziale per fare luce sull'intera dinamica dei fatti.