Richiesta di condanna per omicidio colposo per tre medici nella morte di Vanessa Cella, 37 anni, deceduta il 26 marzo 2022. Madre di un 17enne, è spirata dopo tre interventi chirurgici estetici in sequenza (rinoplastica, addominoplastica e sostituzione delle protesi al seno), eseguiti in una clinica di Torre del Greco, nel Napoletano. La pm Marianna Ricci ha formulato le richieste di pena al tribunale di Torre Annunziata.
Le condanne sollecitate: tre anni e sei mesi per l'anestesista, tre anni per il chirurgo e due anni e sei mesi per il direttore sanitario della Casa di cura Santa Maria la Bruna.
La pm ha anche chiesto ulteriori indagini sulla gestione della clinica. L'avvocato di parte civile Enrico Ricciuto ha domandato che l'eventuale sospensione della pena sia subordinata al "risarcimento integrale dei familiari" della vittima.
Le contestazioni e il monitoraggio
Al centro del processo: quantità di anestetico somministrata, uso del curaro e mancato monitoraggio post-operatorio. Vanessa Cella è rimasta sotto anestesia per sei-sette ore. La pm ha affermato che "le prevedibili ed evitabili complicanze... non furono affrontate per la sciatteria degli operatori sanitari", indicando negligenza.
Il monitoraggio post-operatorio è cruciale. La Cassazione ha stabilito l'obbligo non solo per l'anestesista (presenza 24/24 in cliniche chirurgiche), ma anche per il chirurgo post-intervento.
Nel caso di Vanessa Cella, a soccorrerla dopo l'allarme infermieri fu un solo medico, residente vicino alla clinica, sollevando dubbi sull'assistenza.
Il tragico epilogo
Al momento del trasferimento all'Ospedale del Mare, la donna risultava già senza vita, secondo parte civile e accertamenti. Questo rafforza le accuse sulla gestione dell'emergenza e sul monitoraggio post-operatorio.