Tre cittadini venezuelani di 51, 47 e 40 anni sono stati arrestati a Genova il 25 settembre 2026. Il fermo, eseguito dai carabinieri, è avvenuto su decreto della procura di Firenze, dove i tre erano attivamente ricercati per una serie di truffe ai bancomat. L'intervento delle forze dell'ordine è scattato proprio mentre gli indagati, appena giunti in città a bordo di un'auto, si aggiravano con fare sospetto tra gli sportelli automatici di due distinti istituti bancari, situati rispettivamente in via Cecchi e in piazza Dante.

L'indagine condotta a Firenze ha delineato un sofisticato schema di truffa basato sulla distrazione mirata della vittima durante le operazioni di prelievo di contanti.

Secondo le accuse formulate, i malviventi avrebbero individuato persone intente a operare allo sportello automatico, attirando la loro attenzione con il pretesto di un presunto bancomat bloccato e la conseguente necessità di reinserire la tessera. In quel frangente di confusione e apparente assistenza, si sarebbero fatti consegnare la carta per poi restituirla, operando però una rapida e impercettibile sostituzione della tessera con una proveniente da un precedente furto, lasciando la vittima ignara del raggiro.

Accuse e iter giudiziario

I tre uomini sono stati formalmente accusati di utilizzo indebito di carte, furto e ricettazione. Le numerose truffe contestate sarebbero state perpetrate nel capoluogo toscano, Firenze, seguendo con precisione lo stesso modus operandi, incentrato sulla sostituzione fraudolenta della tessera dopo un contatto diretto e ingannevole con la vittima presso lo sportello automatico.

Dopo l'arresto, i tre indagati sono stati immediatamente condotti nel carcere di Marassi, a Genova, dove rimarranno in attesa della convalida del fermo da parte dell'autorità giudiziaria. Successivamente, tutti gli atti relativi all'inchiesta saranno trasmessi alla procura di Firenze per competenza territoriale, dato che il decreto di fermo è stato emesso nell'ambito delle indagini approfondite condotte nel capoluogo toscano.

Il fenomeno del cash trapping a Genova

La città di Genova era già stata in precedenza teatro di numerosi episodi di truffa agli sportelli automatici, sebbene con modalità operative differenti rispetto a quelle attribuite ai tre arrestati. Un fenomeno particolarmente diffuso è il cosiddetto cash trapping, una tecnica insidiosa che prevede l'inserimento di un dispositivo appositamente creato nell'erogatore delle banconote dell'ATM.

Questo meccanismo è ingegnerizzato per bloccare fisicamente il denaro durante il prelievo, e contemporaneamente fa comparire sullo schermo dello sportello messaggi di errore apparentemente rassicuranti.

In questo scenario, la vittima, credendo erroneamente che l'operazione non sia andata a buon fine a causa di un malfunzionamento tecnico, si allontana dallo sportello. In realtà, l'addebito della somma richiesta risulta regolarmente registrato sul suo conto corrente, e il denaro rimane intrappolato all'interno del dispositivo, pronto per essere recuperato in un secondo momento dai truffatori che lo hanno installato.

In città erano state presentate diverse denunce da parte di cittadini rimasti vittime di questa specifica e subdola tecnica.

Le verifiche e le indagini condotte congiuntamente da carabinieri e polizia si erano concentrate in particolare sulla zona della Valbisagno, dove almeno tre distinti istituti di credito erano stati interessati da tali episodi fraudolenti.