Una tragedia ha colpito il mondo dei rally: il copilota sanremese Stefano Sappracone, 43 anni, ha perso la vita durante il Rally della Val d’Aveto. L'incidente ha coinvolto la Skoda Fabia guidata dal pilota genovese Stefano Scapellato, 30 anni, ora indagato dalla Procura di Genova per omicidio colposo. L'avviso di garanzia è stato notificato a Scapellato, assistito dall'avvocato Fabio Scudellari, in vista dell'autopsia sul corpo della vittima, prevista per il 10 settembre 2026.

L'inchiesta e l'atto dovuto

L'iscrizione del pilota nel registro degli indagati è un atto dovuto.

Questa procedura garantisce l'indagato e gli accertamenti, prevenendo nullità qualora emergessero responsabilità. Il fascicolo è per omicidio colposo, non stradale, data la natura della gara.

Su tracciato chiuso, il Codice della Strada non si applica ai limiti di velocità. Il pilota risponde solo per gravi violazioni del regolamento o gravi imprudenze che superino il "rischio consentito" sportivo.

Dinamica e accertamenti

L'incidente è avvenuto durante la prova speciale "Due Valli" del Rally della Val d'Aveto. La Skoda Fabia di Scapellato è uscita di strada, precipitando in una scarpata e terminando la corsa contro un albero. Le indagini si concentrano su dinamica dell'uscita di strada, regolamenti e, se necessario, dialoghi a bordo.

L'auto è stata sequestrata per accertamenti tecnici. L'autopsia su Sappracone è un atto dell'inchiesta. Scapellato sarà sentito dai Carabinieri di Sestri Levante; l'indagine resta per omicidio colposo legato all'evento sportivo su percorso chiuso.

La cronologia parziale

La vettura è partita sulla prova speciale "Due Valli" alle 10:25. L'uscita di strada è avvenuta al km 4.86 alle 10:29. Nello stesso istante, il sistema di Tracking GPS ha inviato la segnalazione automatica.