Un telefono cellulare è stato rinvenuto nell’abitazione di Noemi Impelizzeri a Riposto, nel Catanese, durante gli accertamenti condotti dal Ris di Messina. Il ritrovamento si inserisce nel quadro delle indagini sulla morte della 33enne, il cui corpo era stato trovato impiccato il 23 agosto 2026 all’interno della stessa casa. Le attività investigative nell’immobile sono tuttora in corso e si concentrano sia sui reperti individuati nei locali sia sulle condizioni strutturali dell’abitazione, parzialmente interessata da un incendio.

Il sopralluogo del Ris nell’abitazione di Riposto

Il sopralluogo, descritto come un’attività complessa e articolata, ha visto l’impiego di diversi specialisti. In una prima fase, i militari del Ris hanno eseguito dettagliati rilievi fotografici dell’intera area. Successivamente, sono intervenuti gli esperti della sezione biologi; a seguire, hanno operato i difensori delle parti con i chimici, i quali hanno proceduto alle operazioni tecniche previste e al repertamento dei materiali presenti nella casa. Tra gli elementi più significativi individuati figura proprio il telefono cellulare. Le verifiche si inseriscono in un’attività che ha previsto una breve pausa, con una ripresa dei rilievi pianificata a breve per completare il quadro investigativo.

L’esame dell’abitazione ha rivelato che la prima stanza e, in particolare, la camera superiore, risultavano carbonizzate. La cucina, ambiente cruciale poiché vi è stato rinvenuto il corpo senza vita di Noemi Impelizzeri, non è stata invece direttamente raggiunta dalle fiamme, ma appariva annerita dal fumo. Questa netta distinzione tra le aree coinvolte dal rogo e la cucina rappresenta uno degli aspetti chiave rilevati dagli specialisti durante l’ispezione.

Accertamenti tecnici e il telefono con cover azzurra

Il dispositivo individuato durante le operazioni è stato identificato come un telefonino con cover azzurra. Gli accertamenti tecnici, disposti dalla Procura di Catania, sono stati definiti come una fase di “tempo zero”, caratterizzata da una meticolosa documentazione fotografica dello stato dei luoghi, mappature precise e rilievi tridimensionali.

Il cronoprogramma delle indagini irripetibili include altresì esami chimici approfonditi e una fase dattiloscopica mirata alla ricerca di eventuali impronte digitali.

L’attività si è concentrata sia sulla prima stanza danneggiata dalle fiamme sia sugli ambienti rimasti estranei all’incendio, quali la cucina e il bagno. Sono stati prelevati alcuni arredi risparmiati dal rogo.