Le indagini sugli omicidi attribuiti al cosiddetto “mostro di Modena” sarebbero ormai prossime alla riapertura. Il caso riguarda almeno otto donne uccise tra il 1985 e il 1995, delitti per i quali si ipotizza l'azione di una stessa mano. La notizia, giunta da Bologna il 5 settembre 2026, fa riferimento agli accertamenti avviati sugli atti dell’epoca e sui reperti conservati presso la Medicina legale.
Su incarico della Procura, Polizia e Carabinieri stanno esaminando la documentazione delle indagini passate e i reperti, che potrebbero essere sottoposti ad analisi con nuove tecniche scientifiche.
Il fulcro degli accertamenti è la verifica del materiale già disponibile e il riesame degli atti raccolti all'epoca.
La richiesta di riesame giudiziario
Il riesame dei reperti era una delle richieste contenute nell’istanza presentata dall’avvocata Barbara Iannuccelli per la famiglia di Anna Maria Palermo, morta il 26 gennaio 1994. La vicenda di Anna Maria Palermo si inserisce nel quadro dei delitti collegati al caso del “mostro di Modena”, una serie di omicidi rimasti irrisolti tra gli anni Ottanta e Novanta. A tale istanza si sono aggiunti i parenti di altre quattro vittime, conferendo mandato alla stessa legale. Questa iniziativa collettiva conferma il perimetro del riesame giudiziario dei delitti, che coinvolge almeno otto donne uccise tra il 1985 e il 1995.
L'appello per la riapertura
Il 27 febbraio 2026, una mobilitazione collegata allo stesso caso aveva già sollecitato la riapertura delle indagini. Tra gli anni Ottanta e Novanta, otto giovani donne furono uccise nel Modenese senza che alcun responsabile fosse individuato. Un’associazione contro la violenza di genere aveva raccolto circa mille firme per chiedere di riaprire il fascicolo sui delitti. L'iniziativa aveva coinvolto familiari e persone legate alla memoria delle vittime, e un servizio dedicato alla mobilitazione aveva incluso interviste.