L'aula 311 della Corte d'Appello di Napoli è stata intitolata a Vincenzo Galgano, magistrato scomparso nel 2025, che in vita fu già procuratore generale di Napoli e presidente di Corte d'Assise. La cerimonia di intitolazione si è tenuta a Napoli l'8 settembre 2026, riunendo magistrati, rappresentanti istituzionali, avvocatura e l'intera comunità giudiziaria. Attualmente, l'aula è utilizzata dalla prima sezione penale, presieduta da Giovanni Carbone.

Alla commossa cerimonia hanno preso parte i figli del magistrato, Giuseppe, Francesca e Maria Patrizia Galgano.

L'evento ha voluto richiamare l'importante percorso professionale di Galgano all'interno delle istituzioni giudiziarie napoletane, evidenziando in particolare il suo ruolo nella storica sentenza di condanna di Raffaele Cutolo per l'omicidio di Giuseppe Salvia, direttore del carcere di Poggioreale.

Il ricordo del magistrato alla Corte d'Appello

La presidente della Corte d'Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, ha tracciato un dettagliato profilo di Vincenzo Galgano davanti ai presenti. Nel suo intervento, la presidente ha sottolineato la lunga e prestigiosa carriera del magistrato, interamente dedicata alla magistratura e alle istituzioni, che egli ha servito per oltre mezzo secolo.

Nel suo ricordo, Covelli ha menzionato il periodo in cui Galgano guidò la prima sezione della Corte d'Assise e la pronuncia della sentenza di condanna di Raffaele Cutolo per l'omicidio Salvia, collocandola nel contesto di una fase particolarmente complessa della storia giudiziaria del Paese.

La presidente ha inoltre richiamato il modo in cui Galgano interpretava la funzione giudiziaria, sempre con profonda attenzione ai valori della giurisdizione, all'equilibrio, alla correttezza e all'indipendenza della magistratura.

Gli interventi di magistratura, istituzioni e avvocatura

Aldo Policastro, procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli, ha ricordato la cultura, la professionalità, la passione civile e la schiettezza di Galgano. Nel suo intervento, Policastro ha evidenziato la preparazione poliedrica del magistrato e una frase a lui attribuita: “Ho fatto sempre e solo il magistrato”. Il procuratore generale ha collegato questa espressione alle diverse responsabilità ricoperte da Galgano e alla continuità con cui egli interpretava il proprio ruolo, definendolo un esempio di magistrato e di cittadino per Napoli.

L'assessore del Comune di Napoli, Antonio De Jе, ha descritto Galgano come un uomo saggio e culturalmente vivace, sempre attento al dialogo e alle nuove generazioni. Il consigliere del CSM, Tullio Morello, ha ricordato l'indipendenza, l'autorevolezza, il coraggio, l'empatia e la capacità di ascolto del magistrato. Carmine Foreste, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, ha definito l'intitolazione un tributo doveroso a una figura autorevole della magistratura, sottolineando il rispetto di Galgano per la funzione costituzionale della difesa. L'avvocato Alfonso Furgiuele ha rievocato il rapporto di stima e rispetto con Galgano, la sua competenza giuridica, culturale e sociologica, e la sua autorevolezza nella gestione del dibattimento.

A nome della famiglia, è intervenuto il figlio Giuseppe Galgano, che ha espresso gratitudine alla presidente della Corte, al Procuratore Generale e a tutti i presenti. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose autorità giudiziarie e istituzionali, tra cui presidenti di tribunale, procuratori, rappresentanti delle forze dell'ordine, dell'avvocatura e dell'accademia, tutti uniti nel ricordo di una figura così significativa per la giustizia napoletana.