Una vasta operazione congiunta tra Italia e Brasile, denominata “Eredità”, ha inferto un nuovo colpo al narcotraffico internazionale, portando all'esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare e cinque perquisizioni sul territorio brasiliano. L'intervento ha colpito familiari e persone strettamente legate ai boss della ’ndrangheta Patrick e Nicola Assisi, originari del Canavese, ritenuti figure centrali nel traffico di stupefacenti. Tra i principali destinatari dei provvedimenti figura Paula Simoes, identificata come la moglie di Patrick Assisi.

L'operazione, coordinata dalla Procura di Torino, ha visto la sinergia tra la polizia federale brasiliana e i carabinieri del Ros di Torino. Le indagini hanno permesso di ricostruire la prosecuzione del traffico di cocaina dal Sud America verso l'Europa, anche dopo l'arresto di Patrick e Nicola Assisi avvenuto nel 2019. Secondo gli investigatori, la rete criminale avrebbe continuato a operare, sfruttando i medesimi contatti e i canali logistici già consolidati prima degli arresti dei due fratelli. I provvedimenti giudiziari sono stati eseguiti in diverse località brasiliane, tra cui Palhoça, nello Stato di Santa Catarina, e nelle città di San Paolo, São Caetano, Santos e Americana.

La continuità della rete di narcotraffico

Le attività investigative hanno evidenziato come familiari e individui di fiducia abbiano assunto un ruolo chiave nella gestione dei rapporti con i fornitori di stupefacenti e con gli operatori incaricati della delicata fase logistica e finanziaria delle spedizioni. La cocaina veniva acquisita e stoccata in Brasile, per poi essere esportata verso vari Paesi europei, inclusa l'Italia, che rappresentava una delle destinazioni finali del traffico illecito.

A questa struttura criminale sono stati collegati almeno undici maxi-sequestri di droga, effettuati tra il 2019 e il 2020, per un quantitativo complessivo che ammonta a circa 4,6 tonnellate di cocaina. Un dettaglio significativo emerso dall'inchiesta riguarda una partita di circa 2,2 tonnellate di stupefacente che, al momento dell'arresto degli Assisi nel 2019, si trovava già in Brasile.

Questa ingente quantità di droga sarebbe stata successivamente movimentata e gestita dal gruppo che aveva ereditato la direzione dei traffici dopo l'incarcerazione dei boss.

Le operazioni congiunte tra Italia e Brasile

L'operazione “Eredità” si inserisce in un più ampio filone investigativo sul narcotraffico tra il Brasile e l'Europa, strettamente connesso alla famiglia Assisi. Questa recente attività è considerata uno sviluppo cruciale delle precedenti operazioni denominate “Retis” e “Spiderweb”, e si collega altresì alle indagini già note come “Samba” e “Mafiusi”. La direzione delle indagini sul fronte italiano è affidata alla Procura di Torino, in particolare alla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, con il supporto operativo dei carabinieri del Ros.

La cooperazione internazionale si è rivelata fondamentale, con la polizia federale brasiliana che ha operato in stretto raccordo con i carabinieri del Ros di Torino, dimostrando l'efficacia di un approccio congiunto nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale.