Una vibrante protesta ha animato Niscemi, in provincia di Caltanissetta, l’8 settembre 2026, durante il sopralluogo del commissario nazionale Fabio Ciciliano. Gli esercenti locali, duramente colpiti dalla frana che ha devastato la zona nel gennaio 2026, hanno manifestato il loro profondo dissenso contro le misure di ristoro proposte. Con cartelli eloquenti, i negozianti hanno contestato fermamente l’ipotesi di una liquidazione di soli 19mila euro e l’idea di dover ricorrere a nuovi prestiti, sostenendo di aver irrimediabilmente perso le proprie attività economiche e, di conseguenza, la capacità di lavorare.
La manifestazione ha accompagnato l’incontro con il commissario Ciciliano, al quale gli esercenti hanno rivolto un accorato appello per ottenere aiuti concreti. La loro richiesta è chiara: un trattamento economico e assistenziale analogo a quello previsto per chi ha perso la propria abitazione a causa del disastro. La contestazione si è focalizzata sulla grave condizione delle attività economiche rimaste coinvolte nel dissesto idrogeologico, che ha compromesso anni di lavoro e investimenti.
I negozianti hanno respinto con forza le misure considerate insufficienti e sproporzionate rispetto all’entità dei danni subiti. Hanno espresso il loro disappunto con parole cariche di frustrazione: “Non possono ridurre anni di lavoro a una semplice liquidazione di 19mila euro e poi a un prestito per indebitarci ancora di più.
Noi non possiamo più lavorare”. Questo grido di dolore sottolinea la percezione di un’ingiustizia e la difficoltà di ripartire. Durante l’incontro, gli esercenti hanno anche richiamato l’attenzione sulla situazione delle loro famiglie e dei figli, evidenziando la necessità di interventi che garantiscano una reale ripresa, paragonabili a quelli destinati a chi ha perso la casa.
Il nodo delle attività non delocalizzate
Il commissario Fabio Ciciliano ha preso atto delle preoccupazioni e ha affrontato la delicata questione degli esercenti che non hanno avuto la possibilità di spostare altrove la propria attività. La sua risposta ha mirato a rassicurare, seppur con cautela, coloro che si trovano in una posizione particolarmente critica, senza una soluzione immediata di delocalizzazione.
“Stiamo valutando soluzioni per quelle attività che non è stato possibile delocalizzare”, ha dichiarato Ciciliano, riconoscendo la specificità di queste situazioni.
Questa dichiarazione si lega direttamente al cuore della protesta sollevata dai negozianti durante il sopralluogo: la perdita totale delle attività economiche a causa della frana e l’urgente bisogno di misure di sostegno che non aggravino ulteriormente la loro già precaria situazione finanziaria con nuovo indebitamento. La ricerca di soluzioni per le attività non delocalizzate rappresenta un punto cruciale nel percorso di ricostruzione e supporto alle comunità colpite dal grave evento.
La protesta degli esercenti si inserisce nel più ampio contesto degli interventi amministrativi avviati a seguito del grave dissesto che ha interessato Niscemi.
Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario Straordinario per l’Area di Niscemi, Prefetto Fabio Ciciliano, ha precedentemente firmato, il 4 agosto 2026, un’ordinanza volta a disciplinare l’assegnazione dei contributi per i titolari degli immobili distrutti o danneggiati dalla frana, evidenziando l’impegno delle istituzioni nel gestire l’emergenza e le sue conseguenze a lungo termine.