Il 30 settembre 2026, presso il Palazzo di giustizia di Torino, è stato al centro della discussione un significativo caso giudiziario: quello di un giovane manifestante ferito da un lacrimogeno durante una manifestazione pro Palestina svoltasi nel capoluogo piemontese. L'episodio, risalente al 3 ottobre 2025 e ampiamente documentato da un video, ha visto il legale del giovane opporsi fermamente alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, chiedendo con insistenza l'apertura di nuove e approfondite indagini per identificare i responsabili dell'accaduto e fare piena luce sui fatti.
La controversia legale si concentra in particolare sulla dinamica del lancio del lacrimogeno che ha colpito il manifestante mentre partecipava attivamente al corteo. L'avvocato ha energicamente sostenuto che il dispositivo sia stato sparato con un "lancio teso", una modalità che suggerisce un'azione intenzionale e diretta, e ha enfaticamente ribadito che il giovane prendeva parte alla dimostrazione in maniera del tutto pacifica e non provocatoria. La richiesta del legale mira esplicitamente a impedire la chiusura prematura del procedimento nella fase di archiviazione, sollecitando con forza ulteriori e mirati accertamenti per individuare con precisione gli agenti coinvolti nell'intervento.
La dinamica del ferimento
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane si trovava in un gruppo di manifestanti che, al momento dell'incidente, non stava compiendo atti violenti o provocatori. Tuttavia, è stato accertato che, alle loro spalle, altri dimostranti stavano effettivamente lanciando oggetti contro le forze dell'ordine. Dopo essere stato colpito in modo diretto dal lacrimogeno, il manifestante è caduto a terra, riportando lesioni significative che hanno richiesto una prognosi superiore a venti giorni, evidenziando la gravità dell'impatto.
Immediatamente dopo il ferimento del giovane, è scattata una carica delle forze dell'ordine che ha coinvolto, oltre al ferito stesso, anche due suoi compagni, uno dei quali stava attivamente prestando soccorso al manifestante a terra.
Anche questi due manifestanti hanno successivamente formalizzato una denuncia per quanto subito. La procura, tuttavia, ha proposto l'archiviazione del caso, motivando tale decisione con l'impossibilità, da parte delle indagini condotte fino a quel momento, di identificare con certezza gli agenti specificamente coinvolti sia nel lancio del lacrimogeno che nella successiva fase dell'intervento di polizia.
Il profilo del giovane ferito
Il manifestante ferito è stato identificato come Giuseppe Peyron, un giovane di 27 anni, residente nella città di Torino. Nel suo racconto dettagliato fornito dopo l'accaduto, Peyron ha spiegato di essersi posizionato a ballare davanti al cordone di polizia, un gesto che intendeva essere puramente pacifico e simbolico, mentre in piazza Castello si registravano già evidenti tensioni e scontri tra alcuni partecipanti al corteo e gli agenti.
Ha riferito di essere stato colpito in maniera inaspettata alla nuca da un lacrimogeno, di aver perso conoscenza a causa dell'impatto e di essere stato poi prontamente soccorso da altri manifestanti presenti sul luogo.
In seguito al grave ferimento, Peyron è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Mauriziano, dove è stato ricoverato in codice giallo per accertamenti. Gli esami diagnostici, inclusa una TAC approfondita, non hanno fortunatamente evidenziato fratture ossee, ma la ferita riportata ha richiesto la sutura con ben sette punti. Nel suo racconto successivo all'episodio, ha affi