Le conseguenze di un vasto incendio, divampato il 1 settembre 2026 in un deposito di plastiche ad Airola, in provincia di Benevento, hanno gravemente interessato anche la provincia di Avellino. Una densa nube nera e fumi dall’odore acre si sono propagati, raggiungendo i comuni del Partenio e della Valle Caudina. Già a partire dalle prime ore del mattino, intorno alle quattro, il vento ha spinto la coltre di fumo verso l’Irpinia, coinvolgendo l’intero territorio segnalato dalle autorità locali.
La situazione ha indotto i sindaci di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Cervinara e Rotondi a disporre la chiusura delle scuole per l’intera giornata del 1 settembre 2026.
Questa misura precauzionale è stata adottata mentre proseguivano le verifiche sulla qualità dell’aria e venivano diffuse importanti indicazioni ai residenti delle zone direttamente coinvolte dalla nube.
Monitoraggio e misure per la salute pubblica
In risposta all'emergenza, si è tenuto un confronto istituzionale in videocollegamento che ha visto la partecipazione del prefetto di Avellino, Franca Fico, dei rappresentanti dell’Arpac di Benevento, del Dipartimento prevenzione della Asl di Avellino e dei sindaci dei comuni interessati. Durante la riunione è stato stabilito il posizionamento di un laboratorio mobile dedicato alla rilevazione di diossine e altri inquinanti atmosferici. L’incontro ha avuto come focus principale il monitoraggio costante dell’evoluzione dell’incendio di Airola e la definizione delle azioni necessarie a tutela della salute pubblica nei territori raggiunti dalla nube.
Nel corso del vertice, sono state espresse anche significative preoccupazioni riguardo un potenziale inquinamento dei prodotti agricoli locali. La Asl di Avellino, pur invitando la popolazione a non alimentare allarmismi ingiustificati, ha prontamente diffuso una serie di raccomandazioni e comportamenti da seguire per i residenti delle aree interessate. Tra le indicazioni richiamate nei comuni coinvolti, spicca l’invito a tenere chiuse porte e finestre, in attesa dei risultati definitivi dei controlli sulla qualità dell’aria.
L'impatto della nube tra Valle Caudina e Partenio
L’incendio, divampato nell’area Pip di Airola, ha richiesto un lungo e complesso intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno impiegato anche robot antincendio per domare le fiamme.
La combustione ha generato una vasta nube di fumo, che il vento ha poi sospinto con forza verso la Valle Caudina e, successivamente, fino all’Irpinia. In particolare, a San Martino Valle Caudina, il risveglio è stato caratterizzato da fumi e miasmi persistenti, che hanno portato all’emissione di ordinanze e raccomandazioni specifiche per la popolazione.
La gravità della situazione è stata ulteriormente evidenziata dai dati sulla qualità dell’aria. Nei comuni del Partenio, all'alba del 1 settembre 2026, i livelli di PM10 hanno raggiunto picchi significativi, arrivando fino a 70 microgrammi per metro cubo. La Rete Aura e l’Osservatorio meteorologico di Montevergine hanno confermato il peggioramento della qualità dell’aria, sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla situazione.