Una nuova vita è iniziata per un 33enne originario di Mirto Crosia, nel Cosentino, che dopo circa due settimane trascorse dormendo su una panchina a Rende, ha finalmente trovato un lavoro stabile con annessi vitto e alloggio. La vicenda di C.G., emersa l’8 settembre 2026 a Cosenza, rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra diverse realtà possa offrire una soluzione a situazioni di grave disagio sociale. L’uomo ha iniziato la sua nuova occupazione proprio nella mattinata dell’8 settembre, presso un’azienda situata nella provincia di Cosenza.

Il titolare dell’impresa, dimostrando grande sensibilità, non solo gli ha offerto un’opportunità lavorativa, ma si è anche impegnato a garantirgli una sistemazione completa, includendo vitto e alloggio.

La risoluzione della difficile condizione del 33enne è stata il frutto di una sinergia virtuosa che ha coinvolto attivamente diverse realtà del territorio. Un ruolo cruciale è stato giocato dalle istituzioni locali, dai servizi sociali, da numerose associazioni impegnate nel sociale, dall’Osservatorio regionale delle povertà e, non da ultimo, dal mondo dell’informazione, che ha contribuito a portare alla luce la vicenda. In particolare, il Comune di Rende, attraverso l’intervento tempestivo dei propri assistenti sociali, aveva già assicurato al giovane alcune notti in albergo, fornendo un primo, fondamentale sostegno in attesa di individuare una sistemazione stabile e definitiva.

Il percorso verso l'integrazione lavorativa e abitativa

L’attivazione dell’Osservatorio regionale delle povertà è avvenuta dopo che le condizioni del 33enne erano state rese note dalla testata giornalistica Cosenza 2.0. In una nota ufficiale, l’Osservatorio ha espresso un "sentito ringraziamento" al Comune di Rende e ai suoi assistenti sociali, riconoscendo il loro prezioso supporto. Questo ringraziamento ha sottolineato sia il sostegno immediato fornito con le tre notti in albergo, sia il ruolo proattivo svolto nella fase che ha preceduto l’individuazione della soluzione lavorativa e abitativa. La vicenda è stata portata all’attenzione pubblica anche grazie al giornalista di Cosenza 2.0, Gianni Fedele, citato per aver raccontato la storia e aver contribuito in modo significativo a richiamare l’attenzione sulla grave situazione in cui versava il 33enne, che prima di questi interventi era costretto a vivere per strada.

La soluzione complessiva individuata si basa su due pilastri fondamentali: l’ottenimento di un lavoro presso un’azienda del Cosentino e la disponibilità di vitto e alloggio, garantiti direttamente dal datore di lavoro.

L'impegno dei servizi sociali del Comune di Rende

Il Comune di Rende, attraverso il suo settore delle Politiche sociali, si dedica alla gestione e all’attuazione di interventi di assistenza e inclusione sociale rivolti a individui, famiglie e categorie considerate fragili. Tra le principali competenze attribuite a questo ente rientrano la valutazione accurata delle situazioni di disagio sociale e povertà, la gestione e l’erogazione di assegni economici e contributi assistenziali mirati, nonché la progettazione e l’implementazione di percorsi di accompagnamento e inclusione sociale.

Fondamentale è anche la capacità di stabilire e mantenere rapporti proficui con enti non profit e associazioni di volontariato, creando una rete di supporto capillare sul territorio. Nel quadro dell’assistenza offerta, l’intervento in casi come quello del 33enne di Mirto Crosia evidenzia l’importanza di un sistema di supporto sociale reattivo e integrato, capace di trasformare situazioni di vulnerabilità in opportunità di riscatto e reinserimento nella comunità.