Il 28 settembre 2026, Omar Chessa è stato eletto nuovo rettore dell'Università di Sassari. La proclamazione è giunta a Sassari dopo il ballottaggio per la successione a Gavino Mariotti. Chessa, ordinario di Diritto costituzionale, ha superato Francesco Morandi, docente di Diritto dei trasporti e del turismo ed ex assessore regionale del Turismo, con 364 voti contro 312.

La votazione ha concluso la fase elettorale per la guida dell'Ateneo, assegnando a Chessa la successione a Gavino Mariotti, il cui incarico terminerà il 6 dicembre 2026.

Il percorso elettorale e l'esito del ballottaggio

Il ballottaggio del 28 settembre 2026 ha definito l'esito dopo tre votazioni complessive. Nel primo turno si era ritirato Giorgio Pintore, mentre la seconda votazione aveva escluso Sergio Uzzau. Al turno finale sono giunti Omar Chessa e Francesco Morandi, con Chessa che ha prevalso con un margine di 52 voti.

Il risultato è stato annunciato nell'aula magna dell'Università di Sassari. Dopo la lettura, il neo-rettore Chessa ha ringraziato gli altri candidati e ha richiamato i temi chiave della campagna elettorale, sottolineando l'importanza di ritrovare l'unità: «Ringrazio tutti, in particolare gli altri candidati. È stata una bella campagna elettorale, molto intensa, molto combattuta, ci siamo divisi anche su temi che saranno cruciali per il futuro di questa Università, però adesso è arrivato il momento di ritrovare l'unità, perché l'Ateneo di Sassari ha bisogno di riscoprire il fatto di essere una comunità».

Le prime dichiarazioni: unità, comunità e libertà

Nel suo intervento post-voto, il nuovo rettore ha collegato l'esito elettorale alla vita interna dell'Ateneo. Chessa ha indicato unità, comunità, appartenenza collettiva e libertà quali riferimenti per il suo operato all'Università di Sassari.

Un passaggio centrale delle sue dichiarazioni ha riguardato il rapporto tra Ateneo e libertà. Chessa ha evidenziato la necessità di «ricostituire un sentimento di appartenenza collettiva e per ricostituire, come dire, un senso di libertà che è la l'essenza stessa di un ateneo».