A Palermo si accende il dibattito sulle prime comunioni, che vede contrapposti l’Arcidiocesi, Confimprese e gli operatori economici del settore delle cerimonie. La questione centrale riguarda il nuovo percorso di preparazione a comunioni e cresime, stabilito dalla Chiesa palermitana in un arco di cinque anni, e la richiesta avanzata dai commercianti per l'introduzione di una fase transitoria che permetta di riprendere le celebrazioni già a partire dal 2027.
Confimprese ha evidenziato un significativo impatto economico negativo per diverse categorie professionali, tra cui ristoranti, fiorai, fotografi e negozi di abiti da cerimonia.
L’associazione ha stimato un danno complessivo di circa 20 milioni di euro, attribuendo questa contrazione delle attività alla recente riforma della catechesi. La proposta degli operatori economici mira a un percorso intensivo, specificamente pensato per i bambini più grandi, con l'obiettivo di riavviare le prime comunioni nella loro forma tradizionale già dal 2027.
La posizione dell'Arcidiocesi e la richiesta di transizione
L’Arcidiocesi di Palermo ha fermamente respinto l’ipotesi di un percorso abbreviato. La Curia ha dichiarato che una tale "scorciatoia" sarebbe incompatibile con lo spirito e il senso profondo del progetto catechistico avviato nel 2024, confermando la decisione di non recedere dal nuovo impianto.
Pur riconoscendo la sofferenza del tessuto produttivo locale, che include numerosi piccoli imprenditori e lavoratori familiari, la linea dell'Arcidiocesi rimane quella di un cammino di fede che non può essere compresso in corsi accelerati.
Nella vicenda è intervenuto anche il sindaco Roberto Lagalla, il quale ha scritto all’arcivescovo Corrado Lorefice a seguito di un incontro con gli operatori economici. A seguito di questa mediazione da parte del primo cittadino, Confimprese ha annunciato l'annullamento del sit-in che era stato precedentemente programmato davanti alla Curia. Il presidente di Confimprese, Giovanni Felice, ha motivato la sospensione della protesta con il rispetto per l'intervento del sindaco e con la volontà di favorire un dialogo costruttivo con l’Arcidiocesi.
Il nuovo progetto catechistico diocesano
Il progetto catechistico diocesano per l’iniziazione cristiana di fanciulli e ragazzi è il risultato di un lungo percorso di revisione avviato all'interno della Chiesa di Palermo nel 2014 e concluso nell’anno pastorale precedente alla sua pubblicazione, avvenuta nel 2024. La fase transitoria, prevista per l’anno pastorale 2024/2025, stabilisce che non verranno avviati nuovi percorsi in vista della prima comunione, mentre quelli già in corso, con una durata di due o tre anni, saranno portati a termine.
Il nuovo impianto si articola in tre tempi e ha una struttura ben definita, pensata per accompagnare i giovani in un percorso di fede più consapevole e duraturo. L'obiettivo è rafforzare la preparazione spirituale, rendendo le celebrazioni dei sacramenti momenti culminanti di un cammino più profondo e meno frettoloso.