Due murales sono comparsi il 2 settembre 2026 su un muro laterale del Duomo di Pavia, lungo via Omodeo, nel cuore pulsante del centro storico. L’episodio, che ha direttamente interessato la Cattedrale pavese, ha suscitato la profonda amarezza del parroco, don Gian Pietro Maggi. Il sacerdote ha prontamente definito l’accaduto un vero e proprio atto vandalico, collegando il gesto a una più ampia e necessaria riflessione sul tema del rispetto degli spazi comuni e religiosi che caratterizzano l’intera area della Cattedrale.

Le parole del parroco della Cattedrale

Don Gian Pietro Maggi ha espresso la sua viva sorpresa e il suo rammarico di fronte a comportamenti che, nelle sue parole, trovano espressione anche in manifestazioni di questo genere. Il parroco ha voluto indicare l’episodio non solo come un mero atto di vandalismo, ma come un’occasione significativa per stimolare una riflessione collettiva sull’educazione civica e sulla fondamentale capacità relazionale all’interno della comunità. Nel suo intervento, ha richiamato l’attenzione anche sulla situazione generale della piazza che circonda il Duomo, descrivendo in particolare la scalinata della Cattedrale come un luogo dove, nelle prime ore del mattino, sono purtroppo spesso visibili chiari segni di degrado.

Ha usato l’espressione incisiva "spesso luogo di degrado" per riferirsi alla piazza della Cattedrale, evidenziando una problematica che si manifesta con preoccupante frequenza.

Il sacerdote ha ampliato il suo discorso, riferendosi ad altri comportamenti che non riguardano unicamente la Cattedrale, ma che si estendono all’intero spazio urbano circostante. Ha strettamente legato la presenza dei murales al tema di una sana e costruttiva aggregazione sociale e alla necessità impellente che dalle esperienze comuni e condivise emerga uno stile di vita improntato al rispetto reciproco e alla cura del bene comune. Nella medesima riflessione, don Maggi ha voluto ricordare altri episodi spiacevoli che negli ultimi tempi hanno profondamente toccato la comunità cristiana pavese, a partire dalla profanazione di una cappella all’interno del cimitero di Pavia.

Ai fedeli ha rivolto un accorato e sentito richiamo a una "testimoniazione cristiana più consapevole", invitandoli a una maggiore e più sentita partecipazione all’eucaristia, alla messa e, più in generale, a un comportamento più rispettoso e consono all’interno della casa del Signore.

Il contesto del degrado nel centro di Pavia

Il tema del degrado nel centro storico pavese era già stato al centro dell’attenzione pubblica in un precedente episodio, risalente al 21 giugno 2024, che aveva riguardato specificamente il vicolo degli Eruli, una zona indicata come strettamente vicina a piazza Duomo. In quell’occasione, era stata dettagliatamente descritta la situazione di incuria e abbandono di quel vicoletto, dove un murale dell’artista Pupi Perati era stato completamente cancellato con una mano di bianco.

Nello stesso luogo erano stati segnalati con preoccupazione diversi elementi di abbandono e trascuratezza, quali la presenza di erba alta, oggetti lasciati incustoditi, contatori e cassette metalliche esposte e abbandonate nell’area.