La Polizia di Stato di Pesaro ha completato l'espulsione e il rimpatrio di un cittadino tunisino, ritenuto pluripregiudicato e di elevata pericolosità sociale. L'uomo era gravato da precedenti penali, in particolare per reati contro la persona. L'operazione è stata gestita dall'Ufficio immigrazione della Questura, che ha curato l'iter fino all'accompagnamento alla frontiera.

Il rimpatrio è stato reso possibile dall'ottenimento dei necessari nulla osta giudiziari e del lasciapassare delle autorità consolari tunisine. Il cittadino straniero è stato quindi scortato all'aeroporto di Roma Fiumicino e imbarcato verso il suo Paese d'origine.

La misura ha riguardato un individuo con un significativo quadro di precedenti penali, principalmente per reati contro la persona.

L'episodio di intimidazione nel centro

Un recente episodio di intimidazione nel centro di Pesaro ha contribuito alla valutazione della sua pericolosità sociale. L'uomo, dopo un diverbio, avrebbe minacciato un ristoratore all'interno del locale. La vicenda, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, ha fornito un elemento cruciale per la ricostruzione dei fatti e la decisione di procedere con l'allontanamento.

L'Ufficio immigrazione della Questura ha gestito l'intera procedura operativa, assicurando tutti i passaggi necessari prima dell'allontanamento. La disponibilità dei nulla osta giudiziari e del lasciapassare consolare ha permesso l'accompagnamento alla frontiera e il successivo imbarco da Roma Fiumicino, concludendo il trasferimento verso la Tunisia.

Le competenze del Giudice di pace

In materia di immigrazione, il Giudice di pace di Pesaro ha competenza sui ricorsi contro i provvedimenti di espulsione prefettizi. Convalida inoltre i provvedimenti di trattenimento presso il CCE o le misure alternative. La convalida dell'ordine di accompagnamento del Questore è richiesta dallo stesso Questore all'ufficio competente.

Per i ricorsi contro il provvedimento di espulsione, la procedura prevede la possibilità di presentazione da parte dello straniero o del suo difensore entro 30 giorni dalla notifica.