Un episodio di violenza domestica e di reiterata aggressione ha scosso la comunità di Peschici, in provincia di Foggia, dove un uomo di 50 anni è stato arrestato due volte nello stesso giorno, il 21 settembre 2026. Le accuse riguardano gravi violenze perpetrate ai danni della moglie, culminate in una doppia cattura. Nonostante la gravità e la successione degli eventi, il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) ha disposto la sua scarcerazione, applicando come misure cautelari il divieto di dimora nella località foggiana e il divieto di avvicinamento alla vittima.

La vicenda ha preso il via con una violenta aggressione avvenuta in strada. Il 50enne ha brutalmente picchiato la moglie e l'ha minacciata di morte, strattonandola con forza e tirandola per i capelli. L'intervento tempestivo di un carabiniere fuori servizio ha permesso di bloccare l'aggressore, ponendo fine alla prima fase delle violenze. A seguito di questo primo episodio, l'uomo è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari, con l'accusa specifica di lesioni personali.

La doppia cattura e l'evasione dai domiciliari

La situazione, tuttavia, è precipitata in poche ore, rivelando la pericolosità della condotta dell'uomo. Il 50enne, che vanta precedenti specifici per reati analoghi, ha violato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Evadendo dalla propria abitazione, si è recato senza autorizzazione sotto casa della moglie, presumibilmente con l'intento di reiterare le minacce o le violenze. Qui è stato nuovamente intercettato e bloccato dai carabinieri, che hanno proceduto al suo secondo arresto della giornata. Questa volta, l'accusa è stata di evasione, e l'uomo è stato immediatamente condotto in carcere, data la flagranza del reato e la violazione delle precedenti restrizioni.

Il secondo provvedimento restrittivo in carcere è giunto in seguito alla palese violazione degli obblighi imposti dai domiciliari e alla sua presenza non autorizzata e minacciosa sotto l'abitazione della donna. La ricostruzione degli atti giudiziari evidenzia una sequenza allarmante e rapida: un primo intervento per le gravi lesioni personali inflitte alla moglie e un secondo, a breve distanza di tempo, per la grave infrazione dell'evasione dagli arresti domiciliari, che ha dimostrato la sua persistente intenzione di avvicinare la vittima.

La decisione del Gip e le misure cautelari

Dopo essere stato nuovamente arrestato e condotto in carcere, il 50enne è comparso davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l'udienza di convalida. Il Gip, valutati attentamente gli elementi a sua disposizione e la dinamica dei fatti, ha optato per la scarcerazione dell'uomo. In sostituzione della custodia in carcere, sono state applicate due misure cautelari ritenute adeguate e sufficienti per la tutela della vittima: il divieto di dimora a Peschici, la stessa località dove si sono verificati i fatti e dove risiede la donna, e il divieto di avvicinamento alla vittima, con l'obbligo di mantenere una distanza di sicurezza. Questa decisione ha sostituito la misura più restrittiva del carcere con prescrizioni che mirano a impedire ulteriori contatti e aggressioni.

La moglie, vittima delle ripetute aggressioni, ha riportato ferite lievi, per le quali è stata medicata direttamente sul posto dai sanitari. Alcune ricostruzioni giornalistiche della stessa vicenda hanno specificato che le ferite non erano gravi, ma hanno indicato la necessità di un ricovero in ospedale per ulteriori accertamenti e cure. Gli elementi centrali di questo drammatico caso rimangono la doppia aggressione e le minacce alla moglie, il primo arresto con la misura degli arresti domiciliari, la successiva evasione poche ore dopo, il secondo arresto da parte dei carabinieri e la controversa scarcerazione con l'imposizione del divieto di dimora e del divieto di avvicinamento, misure che il giudice ha ritenuto adeguate e sufficienti per la tutela della vittima.