La mattinata del 21 settembre 2026 ha segnato un rientro in classe particolarmente significativo per il ragazzo di origini congolesi che, con un atto di straordinario coraggio, il venerdì precedente aveva fermato un compagno. Quest'ultimo aveva appena accoltellato una professoressa all'interno di una scuola media di Roma. L'accoglienza riservata al giovane è stata quella di un vero e proprio eroe: la preside e l'intera comunità scolastica si sono riunite per stringersi attorno allo studente, esprimendo profonda gratitudine per il suo intervento decisivo durante la drammatica aggressione avvenuta in aula.
Questo momento di grande emozione, che ha visto il giovane accolto all'interno dell'istituto, è stato seguito con attenzione anche dall'amministrazione municipale, rappresentata dall'assessora alla Scuola del V Municipio, Cecilia Fannunza. Quest'ultima ha descritto l'atmosfera con parole di sentita gratitudine: “È stato un abbraccio di comunità, pieno di gratitudine. Lo hanno ringraziato per aver evitato una strage, poteva andare molto peggio”. Nel corso della stessa mattinata, per elaborare quanto accaduto venerdì e riprendere un confronto interno alla scuola, la classe si è riunita in assemblea con i docenti e con gli psicologi dello sportello scolastico.
L'intervento coraggioso in aula
L'episodio che ha scosso la comunità scolastica venerdì ha avuto come vittima la professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, stimata insegnante di italiano, storia e geografia.
Il giovane intervenuto, un tredicenne di origine congolese che risiede in una casa famiglia, ha dimostrato una prontezza e un coraggio eccezionali. Durante i momenti concitati dell'aggressione, si è mosso con determinazione e risolutezza verso il compagno, che era ancora armato di pugnale. Senza esitazione, lo ha affrontato a mani nude, salendo sul banco per riuscire a disarmarlo. Il suo gesto audace ha avuto un impatto immediato, innescando una reazione a catena: anche altri compagni di classe si sono alzati, contribuendo a far sì che l'aggressore lasciasse la presa e rimanesse immobilizzato in un angolo dell'aula, in attesa dell'arrivo dei carabinieri.
Il post-aggressione e l'incontro con i Carabinieri
A seguito dei fatti, lo studente ha raggiunto la caserma dei carabinieri della stazione di Centocelle, dove ha fornito la propria dettagliata versione dell'accaduto. I militari, colpiti dal suo coraggio e dalla sua lucidità, si sono vivamente complimentati con lui per il suo gesto eroico. All'uscita dalla caserma, gli hanno rivolto parole di vicinanza e supporto, rassicurandolo: “Stai bene — gli hanno detto — siamo a disposizione”. Il ragazzo ha lasciato la stazione dei carabinieri a bordo di un'auto, dopo aver completato l'ascolto e aver contribuito a chiarire la dinamica dell'aggressione.